Alfabetizzazione filmica


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All around me are familiar faces

L’immaginario di un bambino si forma attraverso le porte della percezione: escludendo, quantomeno nella fase neonatale, la stimolazione attraverso sostanze psicotrope, le porte della percezione vengono a coincidere con i 5 sensi.

Chiaro che nel progetto di alfabetizzazione filmica alcuni sensi abbiano un peso preponderante, penso ovviamente alla vista in prima battuta ed all’udito in seconda, altri invece siano assolutamente marginali, penso ovviamente all’olfatto ed al gusto, per quanto la diffusione di essenze durante le proiezioni cinematografiche è testata con successo, così come nessuno può negare che i Cipster sgranocchiati durante un film aumentino esponenzialmente il coinvolgimento emotivo nello stesso e ne facilitino il ricordo.

Da padre coscienzioso, ho cominciato a lavorare sulla dimensione tattile del cinema, avvalendomi di quattro preziosi assistenti pupazzetti: Freddy, Frankie, Bea e Go-Go.

Freddy: dagli incubi di Nightmare, Freddy Krueger, cappellaccio da spaventapasseri a tesa larga, faccia da cadavere in avanzato stato di decomposizione, maglione di ordinanza a strisce verdacce e rosse sotto impermeabile in finta pelle, mano destra artigliodacciaiomunita, stivalacci da salma di serial killer. Testa, braccia e gambe snodabili. Perfetto.

Frankie aka The Rabbit: il dentuto uomo coniglio di Donnie Darko, con tanto di palo e buca delle lettere. Testa e braccia snodabili, gambe rigide. Se le gambe fossero snodabili sarebbe eccezionale, così è soltanto strepitoso

Bea(trix) Kiddo: la Sposa, nostra Signora Uma da Kill Bill. Tuta Gialla con strisce blu chiazzata di sangue, scarpe onitsuka tiger ai piedi. L’ho comprata a Montreal 8 anni fa, nei vari traslochi ha subito l’amputazione di un braccio, poi rinvenuto e riapplicato, e la perdita definitiva di una manina destra e annessa katana. Grazie ai pezzi di ricambio presenti nella confezione originale, oggi ha 2 mani sinistre, con una delle quali brandisce a volte spranga di legno chiodata. Immensa.

Go-Go Yubari: la giapponesina psicopatica di Kill Bill Vol. 1, in uniforme da scuola superiore giapponese, giacca sfiancata su camicia bianca, minigonna a piegoline, mutandine bianche ben visibili, scarpe sportive. Ha subito l’amputazione irrimediabile di un braccio in uno dei traslochi di cui sopra, con la mano del braccio residuo brandisce la catena con palla d’acciaio chiodata per la quale è impressa nella memoria di noi mortali. Fetish al 100% .

Davide ci gioca spessissimo: non ha preferenze, li prende tutti insieme, perché sono una famiglia e quindi devono stare sempre insieme, li coccola, li confronta, li tortura, li nutre, ci parla. Fa tutto quello che un bambino della sua età fa con un pupazzetto.

Poi mi chiede: Papà, perché Freddy è così?

– Così come?

– Così, con la faccia rovinata.

– Perché Freddy viene da un mondo lontano lontano, non è più vivo, non è neanche morto, e si diverte a fare gli scherzi nel sonno ai ragazzini.

– Papà?

– Davide?

– Freddy è buono ?

– Uhm… buono, no, però è tanto simpatico !

– Papà ?

– Davide ?

– Io gli voglio bene a questo Freddy.

P.S.: dite che anche Ben Aflleck ha cominciato così?

Capture from Ben Affleck’s Argo

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