“…E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile”


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La grande bellezza

Paolo Sorrentino

2013

Con Reality,  Garrone puntava il dito contro la putrefazione televisiva dei nostri consumi bisogni e desideri. Ma era un dito saccente, antipatico, che si preoccupava di mantenersi un gradino più in alto e a mezzo metro di distanza di sicurezza dai falliti poveracci e ignoranti verso i quali era diretto.  O almeno, questo è ciò che ha visto il mio modesto terzo occhio.

Paolo Sorrentino invece quel dito lo infila nel culo collettivo del mostruoso circo di freaks che popola le feste della Roma ricca e cafona (un campionario umano che ingloba scrittori radical chic, attori falliti, produttori allupati, imprenditori viscidi, tutte le tipologie di troie esistenti,  cardinali, politici ecc..) e lo spinge nel profondo delle sue luride viscere, tirandosi addosso i corpi truccati sudati pompati patchworkizzati e soprattutto stanchi, dei quali l’immensa Serena Grandi è l’archetipo.  Sorrentino li abbraccia tutti, si sporca le mani, li trascina e ce li scaraventa addosso (a tratti ho provato un disturbo compiaciuto pari a quello provocato dalla visione di Society del buon Brian Yuzna). Lo fa con classe da esteta superbo. Noi ridiamo, certo, ma sono risate disturbate dall’angoscia.

Perchè in realtà il dito di Sorrentino, sensazione che è andata crescendo man mano che i minuti passavano, è nel mio culo che si è infilato, scavando e arrivando a toccare e rivelare lo stesso ed identico NULLA celato nei corpi sullo schermo, che si affannavano in ogni grottesca maniera a cercare di riempirselo. Inutilmente. Perchè la Grande bellezza la si vede, la si coglie, la si vive per attimi brevissimi. E tra un attimo e l’altro possono passare decenni di NULLA, NIENTE, ZERO.  Che vita di merda.. :)

4 pensieri su ““…E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile”

  1. ho visto ieri sera il film di Sorrentino, ma sono stato un pò scorretto… ho letto alcune recensioni prima di vederlo e ci sono andato anche spinto dalla curiosità di capire come mai tanta cattiveria e livore in molto recensioni lette qua e là.
    A mio parere il film è ben fatto ma quello che più mi ha colpito è l’estremo realismo che il regista porta in scena, senza mezzi termini, lò fa perchè vuole creare disturbo viscerale ed emotivo; mette alla berlina un piccolo spaccato borghese e mondano della roma d’oggi.
    Non vedo velleità onnicomprensive in questo film ma solo la voglia di raccontare da parte sua quella che è la realtà in cui forse anche lui si muove e credo lo faccia bene, perchè soprattutto nei primi 10-15 minuti il film mi ha provocato un serio fastidio allo stomaco, quasi mi rifiutavo di accettare che quello che vedevo fosse reale… è lo cazzo se lo è.

    La velocità narrativa va di pari passo con il ritmo della storia e della vita di Jep, quindi credo fosse logico che rallentasse man mano che jep comincia a intrufolarsi in qualcos’altro che non fossero feste ed eventi (almeno nella sua testa)….

    Il film ho capito subito perchè infastidice, chi lo vede non riesce ad accettare che lo cose vanno così come sorrentino le mostra e sta cosa ci manda in bestia… in fin dei conti è come se non riuscissimo ad accettare quello che siamo, non solo individualmente… lo dice bene Jep quando si scaglia contro la sua amica finta-marxista mentre sono sul terrazzo di casa sua a conversare e smonta tutte le sue convinzioni… a loro nn resta che parlare di frivolezze ed ovvietà, perchè nessuno ha da insegnare avendo tutti un mare di merda alle spalle, lui lo ha accettato e se na fa carico.

    Il film in questo mare di disadattati colpisce anche i critici (jep stesso lo è tra le tante cose), e ve la buttò là non è che molti di quelli che si sono sentiti in diritto di commentare sto film si sono sentiti colpiti più del dovuto da qualche passaggio del film?:D

    il film è quello che, a me nn interessa che sia bello o brutto o in linea con la precedente produzione di sorrentino, mi ha interessato per quel cazzoto in faccia ricevuto… e mi sta bene così.

    P.s.: non conosco Garrone ed il suo Reality, non so se questo ha una tendenza moralistica, sò solo che sorrentino se anche in alcuni tratti ha avuto la tendenza di mettere nei monologhi di Jep dei giudizi credo che fossero più rivolti a se stesso che non alla società tutta, non vedo quindi un opera moralizzatrice in questo film… statv bun ca statv bun

  2. Garrone saccente? Sorrentino si sporca le mani? Mà … a noi pare esattamente il contrario. La grazia con la quale Garrone ci descrive i sogni televisivi della gente comune è poesia pura, senza giudicarli ma anzi comprendendoli. Sorrentino invece mette in bocca a Gambardella continui giudizi morali sulla società in cui milita, creando una scissione moralistico/cattolica fastidiosissima. Rimane una perizia tecnica assoluta, ma un continuo flusso di parole e giudizi imbarazzanti.

    • proprio il contrario, hai ragione. a me è Garrone che, nonostante la perizia tecnica, ha irritato per i suoi giudizi morali :) e Sorrentino demolisce, esaltandomi, speranza fede e fiducia nel futuro. Pasticcia un po’ magari, ma fa bene secondo me ad incasinarsi (..la santa zombi è strepitosa, dai)

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