La Casa è per sempre.


Evil Dead

2013

Fede Alvarez

senzadio

Da qualche giorno è morta Margherita Hack, una grandissima, mai stanca di difendere ateismo e laicità come baluardi della libertà dell’individuo.

Per essere liberi, liberatevi dagli dei, nella religione, nella vita, nella cultura, nel cinema.

Faccio mia questa lezione, e in una fresca sera di questo Luglio fricicarello, imponendomi di non gridare al sacrilegio ed alla blasfemia, mi dedico a Evil Dead 2013, remake non necessario del solo immenso Evil Dead aka La Casa, prodotto beffardamente da Lui Medesimo Sam Cristo Pantocratore Raimi.

Illuministicamente nudo, mi immergo nelle cupissime atmosfere che Alvarez disegna sin da subito, e con tono blandamente iconoclasta devo ammetterlo: il film riesce a spaventare a modo suo, il giovine regista promette bene, con inquadrature mai scontate ed un lavoro ottimo nel raccordo tra suono e immagine.

Materialisticamente, non indulgo in impulsiva esaltazione, e riconosco che trattasi di terrore di grana grossa: una sceneggiatura storpia e piena di suture, seviziata da dialoghi di default ed attori mediocri, si avviluppa in un profluvio di squartamenti, che esaltano l’occhio di Alvarez in un trionfo di (p)recisi zoom anatomici.

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La sceneggiatura. Voci accreditate confermano che ci abbia lavorato anche Diablo Cody, quella di Juno, di Young Adult, di Jennifer’s Body, pur non risultando tra i credits. La sua sulfurea presenza aleggia in quel che resta di salvabile, la scelta di un eroe al femminile con problemi di droga e una famiglia distrutta alle spalle, ma è poca cosa. E non bastano coltello a lama rotante da televendita e mitragliatrice sparachiodi da carpentiere – il giocattolo che tutti dovremmo possedere – a moltiplicare la forza allegorica della celeberrima sega elettrica.

Alla fine, quello che laicamente,  ma molto laicamente, mi ha fatto davvero incazzare, è che il film sia assolutamente monco, non di trama, né di arti superiori o inferiori, ma di ironia.

Ironia, quel sorriso gelido che nasce nella mente, che sa volare sulla vita e sulla morte, che beffa il Grande con il piccolo Senso.

Ironia. Quella che trasuda da ogni marcescente mirabolante ipercinetica inquadratura del solo, vero, assoluto Evil Dead.

E allora basta con questa laicità, a me il Necronomicon, comincia la cerimonia:

Naturom Demontooo

Kundaaa

Astrattaaaa

Montosseeee

Candaaaa

Brucia all’Inferno,  Fede Alvarez!

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