Dal passato arriverà, una nemica civiltà


Pacific Rim

Guillermo Del Toro

2013

Pacific Rim è un film di guerra: i buoni contro i cattivi, senza se e senza ma.

Pacific-Rim4

Come in ogni film di guerra che si rispetti, si gioca a chi ce l’ha più duro, ed è una bella lotta tra superdotati: meravigliosi robottoni giganteschi, come mai si erano visti,  tutti acciaio cromato e saldature, contro una razza di superrettiloni, pluritentacolari e abnormo-codati.

L’apologia della virilità, marziale e misogina, scorre sopra e sotto traccia in tutto il film: i mostri si ergono dalle acque in tripudio di schiuma, sempre più grandi e forzuti, i robottoni lanciano missili perforanti o attivano spade erettili,  gli umani prima cercano di innalzare muraglie inviolabili, poi si spendono per introdurre la Madre di tutte le Bombe H in quella specie di megavagina subacquea che partorisce creature orripilanti a getto continuo.

Una mascolinità d’antan, partecipata e spudorata, futurista diremmo dal narcisismo in cui sguazza.

Anche le Piccole Storie, sotto la Storia, ne sono impregnate: esaltazione del rapporto tra fratelli machos, tra padre e figlio Marines, morte da uranio impoverito come sacrificio orgasmico per la Patria. E una donna, una sola, a palpitare per i pettorali dell’eroe sbirciati da uno spioncino, ad affannarsi per dimostrare di essere maschia a sufficienza, lei che ha fatto delle scarpette rosse un feticcio di angoscia e nostalgia.

PACIFIC RIM

E’ tutto un esibire, un intrudere, un penetrare. E non funziona l’utilizzo della connessione delle menti, in bilico tra Avatar ed Existenz, necessaria a governare i robottoni, tanto che la traduzione in italiano del meccanismo di connessione è “stretta di mano neurale”. Appunto, la stretta di mano, gesto virile per antonomasia, altro che corrispondenza di umorosi sensi.

In tutto questo, Del Toro non si trova. Non si trova il genio che ha creato il Labirinto del Fauno, non l’istrione che ha rivitalizzato Blade, o Hellboy.

guillermo-del-toro-590x340

Dove cazzo era Del Toro, quando i suoi produttori gli imponevano una storia che avrebbe fatto schizzare di gioia Rocco Siffredi ?

Beh, lui c’era, solo che se ne stava nascosto.

In una suburra popolare di Hong Kong, nella frenesia sudicia e strapopolata di un mercato nero, sgargiante di luci e frenesia. Eccolo qui, nel pieno della sua ironia, tra spacciatori di polverediossadimostro, rimedio infallibile per i problemi di erezione (e daje !), e pidocchi di 50 centimetri da conservare sotto sale. Eccolo Del Toro, nel delirio visionario dello scienziato sgangherato , e nei travagli matematici del germanico Doktor Gottlieb, lui sì gran personaggio,che sembra arrivato dritto dritto dal Dottor Stranamore.

Pacific-Rim-6

Ma non basta.

Pacific Rim non è Avatar, e non è un capolavoro.

Avatar sta a Pacific Rim come il western  sta al war movie. Il western onnicomprende, il war movie è genere, per essere universale deve farsi metaforone, vedi Apocalypse Now, Full Metal Jacket e via.

Pacific Rim manca di universalità: gli scontri sono epocali, da oggi nessun robot o mostraccio sarà più come prima, ma è tutto troppo freddo, come le facce degli inadeguati protagonisti.

E poi, va bene ignorare Nolan e Raimi e l’umanizzazione dell’eroe, ma il ritorno ai Top Gun ed al marchio USA uber alles è davvero troppo.

Caro Guillermo, ricordati che non basta averlo duro, bisogna saperlo usare.

impotenza-rimedio

Annunci

3 pensieri su “Dal passato arriverà, una nemica civiltà

  1. Forse lo stronchi più di quanto meriterebbe, ma in fondo, se vieni a leggere la mia recensione sul mio blog, noterai che sostanzialmente la penso come te. Del Toro ha avuto l’occasione di fare un film grandissimo e l’ha sprecata: sceneggiatura ridicola, personaggi infantili. Peccato, perchè lui è un grande regista, come dimostra la messa in scena delle sequenze spettacolari di lotta tra mostri e robottoni. E sono d’accordo quando dici che il film è lontano anni luce da Il labirinto del fauno, il suo capolavoro assoluto. Un saluto.

    • Dicotomicamente, comincio a pensare di essere stato un tantinello severo, Del Toro ha realizzato un’opera di encomiabile pregio filologico, enciclopedica nel voler comprendere tutto un filone cartoanimatesco a manganimesco. Anche Takashi Miike lo aveva fatto con Yattaman, ma pur nei limiti di un film su commissione era riuscito a tritare tutto attraverso il suo sguardo disturbato e divinatorio, invece Del Toro, che di Takashi è dichiarato devotissimo discepolo, ha preferito un linguaggio decisamente più innocuo e mainstream.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...