L’urlo di Neo non terrorizza l’Oriente


Man of Tai Chi

Keanu Reeves

2013

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Se una star hollywoodiana dirige un film in Cina, producendolo in società con la statale China Film Group (credo sia il primo caso in assoluto), l’evento cinematografico rischia di essere surclassato dall’evento finanziario. Ci siamo sforzati di ignorare la puzza di business, abbiamo scostato le ingombranti montagne di sacchi di immondizia stracolmi di dollari e yuan che ostruivano lo schermo.

Tai chi, ovvero il nemico numero uno di ogni dicotomia.

La strada che porta all’armonia tra gli opposti, che rischia di rendere innocua la nostra stessa ragione sociale.

3

Ok, basta puttanate filosofiche. Man of Tai Chi è un film di arti marziali, e i 40 minuti di mazzate che Keanu Reeves ha diretto sono di assoluto rispetto: il loro effetto breathtaking è il medesimo delle scene di combattimento in Matrix e ne La Tigre e Il Dragone, perchè medesimo è lo scenografo che le ha curate, Yuen Woo Ping. Lo straccio di sceneggiatura che le tiene insieme non è neanche malaccio, e lo spunto di una sorta di arena da “grande fratello” mortale, riservata al godimento di una ristretta cerchia di ricchissimi bastardi funziona, ed avrebbe anzi meritato maggior risalto. Interessante è anche la rappresentazione del conflitto interiore/esteriore tra la concezione classica, armoniosa del Tai Chi, e l’uso che invece ne fa il protagonista rendendolo una tecnica di lotta efficace ed offensiva, oltre che remunerativa.

Gradita sorpresa è la presenza nel cast di Simon Yam, nostro amico di vecchia data, faccia presente in 321 film di Johnnie To e compagnia bella. Ancor più gradita la fugace apparizione di Iko Uwais, che dopo The Raid e Merantau si è meritato un posto d’onore nella galleria degli eroi di Dikotomiko.

4

Tornando al business, nonostante le aspettative il film è stato un mezzo flop al botteghino cinese. Forse il pubblico asiatico è scettico sulla possibilità che uno con la faccia di Keanu Reeves possa andare in casa loro a girare un film di arti marziali.

Il protagonista Tiger Chen invece, nel ruolo di Tiger Chen, al di fuori delle scene di lotta è inguardabile al punto che in più di un’occasione, durante la visione, abbiamo temuto che fosse morto.

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