C’era una volta


c'era una volta

C’era una volta il West

Sergio Leone

1968

Era l’estate del ’67, credo. Costa Brava, casa delle vacanze di Charles Bronson. Il padrone di casa era come se non ci fosse, imbottito come al solito di tranquillanti e crodino; quanto al resto della combriccola, c’erano Sergio, Jason Robards, il sosia di Jason Robards, io, Mario Brega e il consulente di Leone per i cappelli, che indossava un formidabile Stetson texano da 6 giorni consecutivi in attesa che il Maestro decidesse se metterlo in testa o meno al protagonista del suo prossimo spaghetti western.

Dall’altra stanza provenivano le risate giocose e tintinnanti di Vito e Alfio, i nipotini di Robards, che torturavano una delle scimmie platirrine sapienti che Bronson allevava in giardino e utilizzava per tenere pulita la piscina…il testardo ne aveva voluto una modello Michigan (lago Michigan) di 12.300 mq, con i tonni rossi e la doppia piattaforma (olimpionica e petrolifera), e adesso era costretto a risparmiare sulla manutenzione e a micragnare sulla spesa (quella piscina sarebbe stata la sua rovina, ed è alla base delle 14 versioni del Giustiziere della notte interpretate solo per pagare i debiti da Bronson, che in alcune scene dell’ultimo sequel, è bene ricordarlo, si fece sostituire dal suo consulente fiscale che ne faceva una esilarante ed insuperata imitazione).

Ok, non divaghiamo… “Once upon a time in the West” ormai era in dirittura d’arrivo, ma mancava qualcosa…Rivediamo il copione…niente…buio totale. Quando ho una di quelle incredibili intuizioni che fanno di me un genio incompreso, oltre che un imbattibile giocatore di pelota basca. Una visione: la Cardinale, la stazione, l’orologio, un movimento di macchina (un dolly) da paura. Ingenuo, sussurro il tutto nell’orecchio di Sergio e lui, come al solito, fa una pausa tecnica, quindi si alza, getta il sigaro sulla moquette color Richelieu del salotto e grida a squarciagola “Ahooò: c’ho n’ideaaa!”.
Un’ora dopo, utilizzando un poster della Cardinale, un trenino Lima con cui stavano giocando i sadici pargoletti prima delle sevizie alla scimmia e un plastico scala 50:1 ante-vespam di Sweet Water montato sul posto dal sosia di Robards, un vero mago del bricolage, il mitico piano sequenza di Jill alla stazione era bello che fatto.
Ragazzi…IL-RESTO-E’-CINEMA.

http://www.youtube.com/watch?v=_5wEVaSUpZs

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