Chi tocca i bambini muore


Hallucination (The Damned)

Joseph Losey

1961

L’incubo della contaminazione nucleare è oggi così vintage, ma così vintage, da diventare, nella testa di qualche hipster (mi gioco un testicolo contaminato), cool, chic, fashion, old-style, carino, di tendenza. E lo so, nei loro studi arredati con cura e assegni staccati a mitraglia, non deve essere difficile beccare un poster che riproduca un fungo atomico charmant, magari virato pop-art multicolor.

Decenni fa invece, la materia era pura ossessione: terreno fertile quindi per innumerevoli e paranoiche, peraltro gustosissime, pellicole che fanno ora anche un po’ di tenerezza per l’impegno che ci mettevano nell’ammonirci dei pericoli nucleari.  Se Kubrick come sempre ha creato un capitolo a parte, Joseph Losey ha indossato la divisa No-Nuke calandosi nel ruolo del regista di genere, pur essendo Autore di altissimo livello.

bimbi

Autore, sopratutto, del film dicotomico per eccellenza, Il Servo: beffardo ambiguo violento velenoso e imprescindibile.

Autore “contaminato” dalle paranoiche accuse del maccartismo negli Stati Uniti, autoesiliato in Inghilterra, costretto anche in terra d’Albione ad usare pseudonimi per evitare agli attori di essere bollati come sovversivi, inevitabilmente quindi destinato a dirigere un film che trattasse in qualche maniera di contagio, emarginazione, radioattività.

La mano di Losey è abilissima a contaminare Hallucination, che non è certo un capolavoro di sceneggiatura e fluidità narrativa, con i temi che predilige: l’amore morboso/incestuoso tra fratello e sorella, le pulsioni sessuali represse e la violenza che ne deriva, latente o esplosa che sia; elementi che fanno crescere notevolmente lo spessore dell’opera, mutazioni genetiche che pur non essendo eclatanti o mostruose, affascinano il nostro sguardo, perchè il nostro è uno sguardo molto sensibile alle torbide radiazioni con le quali Joseph Sornione Losey ci irradia.

lei

Per accompagnarci nella località top secret in cui la solita misteriosa organizzazione paragovernativa nasconde un gruppo di bambini radioattivi istruiti allevati e preparati ad ereditare il pianeta dopo la catastrofe, Losey ci fa fare un giro molto largo, passando attraverso una banda di teddy boys che si accanisce su un turista americano, che definire ingenuo e babbeo è riduttivo, il quale si scioglie davanti all’avvenenza della sorella del capobanda, splendidamente interpretato da un Oliver Reed allucinato ed in stato di grazia.

oliver

Dobbiamo ringraziare gli amici di Nocturno, che come spesso accade, hanno indirizzato i nostri occhi su un film allappante, orgoglioso esempio di serie B d’annata, che ha nella regia di Losey il valore aggiunto, capace di mimetizzare il suo talento e regalarci momenti di cinema notevolissimo.

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