Forgotten Tales of Arkansas


Mud non è compatibile con la società. Sta bene da solo, è a suo agio se deve nascondersi e arrangiarsi, solo con la natura. Quando è costretto dagli eventi a compiere una breve incursione in città, la sua espressione tradisce il disagio,  non ci resta un minuto più del necessario. Corre via, verso il rifugio della solitudine, a cercare la compagnia delle placide acque del fiume che cullano i suoi pensieri e i suoi desideri.

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Mud non si lava da un bel po’, possiede solo una camicia ed una pistola, ed entrambi gli oggetti servono a proteggerlo, o così crede. Mud ha mani forti e capaci e piedi ben piantati sulla terra, ma testa e cuore vivono tra le nuvole. E’ capace di costruire, riparare, accendere fuochi contro gli spiriti cattivi, sopravvivere. Ma il suo cuore è troppo puro per vivere in mezzo agli uomini senza scontrarcisi e farsi male. Cuore puro come un’adolescente ansioso di conoscere l’amore, quello vero.

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Non quello dei suoi genitori, in procinto di separarsi. L’amore vero, quello puro, è l’amore non corrisposto. O quello non contaminato dalla maturità. L’amore vero è il primo, che non conosci e ti inebria. E resta puro finche non viene ammorbato dalla gelosia, dalla passione, dal sesso. Poi si trasforma, e diventa un bene deperibile. Oddio, mi sembro Lars Von Trier.

Mud

Jeff Nichols

2012

Buffo, no? Viviamo in un’epoca nella quale un film semplicissimo, accessibile a chiunque, individuabile come “classico” dopo pochi minuti di visione, diventa per l’industria cinematografica uno scomodo oggetto inclassificabile. Tanto che arriva nelle sale statunitensi dopo un’anno dalla sua presentazione a Cannes. E l’oggetto inclassificabile incassa oltre due milioni di dollari nel suo primo weekend di programmazione.

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C’è l’arte di raccontare le storie, in Mud, le stesse storie che si raccontano da sempre attorno ad un fuoco. C’è Stand by me, ci sono Huck Finn e Tom Sawyer. E’ lungo il Mississippi, sponda Arkansas, che i due ragazzini crescono. Tra genitori divorzianti, pesca di conchiglie, isolotti da esplorare, ragazze di cui innamorarsi. E fuggitivi carismatici e misteriosi con il volto di Matthew McConaughey. Il tipico cattivo maestro di cui resterebbe affascinato qualsiasi adolescente. Oltre a Matt, nel cast giganteggia l’enorme Sam Shepard e compare una bionda nel ruolo di una bionda, Reese Whiterspoon.

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Non è solo un film de regazzini, e non è un thriller nonostante la caccia all’uomo. E’ una storia, piccola e americana. E come tutte le storie piccole e americane, diventa una storia epica ed universale, basta solo un pizzico di talento nel raccontarla. E Jeff Nichols ne ha.

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