Una stella, a sua insaputa


Era il 2002 quando, con un pizzico di scetticismo dovuto alla mia scarsa confidenza con i mix-album realizzati dai DJ, mi misi all’ascolto di Come Get It I Got It, disco di David Holmes, che allora non conoscevo e che in seguito scoprii essere il responsabile di colonne sonore di alto livello come quelle degli Ocean’s di Soderbergh, e sopratutto grande collezionista e cacciatore di tesori oscuri della discografia soul 60 e 70. Il disco mi conquistò subito, era pieno di gemme a me sconosciute, oltre a brani di Muddy Waters e Staple Singers, e mixato con mestiere e rispetto.
Il gioiello di maggior valore era collocato ad inizio disco e ne fui catturato all’istante. Ascoltai quella canzone decine di volte in quei giorni, la piazzavo in ogni compilation che realizzavo, ce l’avevo sempre in testa. Il titolo? Sugarman.
L’autore? Un certo Sixto Rodriguez.
Mai sentito nominare prima di allora.

Mia colpa, mia grandissima colpa, fu quella di non approfondire. Mi limitai a godere ripetutamente di questa canzone splendida. Sono passati 12 anni, di tanto in tanto l’ho risentita in qualcuno dei miei cd. E ieri, finalmente:

Searching for Sugarman
Malik Bendjelloul
2012

1

A cominciare dal Sundance, questo documentario ha vinto premi in giro per diversi festival fino a ricevere l’oscar nel 2013.  E’ incentrato sulle indagini svolte da due fans sudafricani di Sixto Rodriguez, i quali, convinti o quasi della sua morte, vogliono scoprire se davvero si è sparato (o si è dato fuoco) suicidandosi sul palco durante un concerto.

2

Il mistero che circonda Rodriguez è dovuto al totale disinteresse per la sua musica in America, inspiegabile se si ascoltano i due splendidi album che realizzò (Cold Fact nel 1970, e Coming from Reality l’anno seguente). Cacciato dall’etichetta che li aveva stampati, Rodriguez apparentemente scomparve.
Un paio d’anni dopo, forse grazie ad una copia pirata che una turista americana aveva con sé, la musica di Sixto arrivò in Sudafrica e non solo diventò popolarissima, fu anche colonna sonora e stimolo del movimento anti-apartheid: tra i suoi fans c’era anche Steve Biko. La compilation “At His Best” diventò disco di platino.
E Sixto era all’oscuro di tutto.

3

Nel 1991 i due albums vennero ristampati in cd, corroborando il mito e il successo in Sudafrica. In quel periodo le notizie sulla sua scomparsa erano ancora nulle o quasi, ed il suo suicidio sul palco era ritenuto plausibile. Finchè nel 1997 sua figlia si imbatte in un sito web dedicato al cantautore. E contatta gli autori.
Stop.

4

Se volete sapere il resto guardate questo film, ne vale la pena: la vicenda è appassionante e raccontata come una detective-story dai risvolti inaspettati, a dir poco. Scoprirete come ho scoperto io una persona straordinaria, un cantante di livello incredibilmente alto, e come me vi sentirete in colpa per averne ignorato l’esistenza.
E ora scusate, ho due dischi da imparare a memoria.

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