Lars attacks!


 

 

Nymphomaniac vol. 2

Lars Von Trier

2013

 

C’è del comico, involontariamente comico quindi ancora più spassoso, in molte delle critiche negative all’opera di Lars. Gli argomenti e le interpretazioni fornite da migliaia di critici/appassionati/curiosi ecc. sono generalmente noiose e ciclostilate, ma alcune vanno talmente oltre da diventare divertenti. Una, forse il top, è quella che condanna la scarsa somiglianza fisica tra le due Joe, o quella tra i due Jerome, che renderebbe difficile l’identificazione dello spettatore con i personaggi.

Che fenomeni. Identificazione con i personaggi in un film di Von Trier. Clap clap clap.

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Lars attacca, Lars è sovversivo. Lars provoca e gioca, Lars è spiazzante. Lars sta dentro, totalmente dentro, i suoi personaggi, fino a renderli sagome e simulacri. Gli attori sono strumenti non fondamentali, soltanto utili. Le loro interpretazioni sono, guarda un po’,  interpretazioni. Attori pagati per recitare, non per conquistare il pubblico. Lars comunica, non abbraccia. Lars non è ruffiano, perchè è sincero. Lars si veste da misogino perchè ama le donne. La sua crudeltà, le sue crudeltà, sono originate dall’amore e dalla sensibilità. Le donne in sala d’attesa, desiderose di essere torturate dall’immenso e incredibile K/Jamie Bell, non ci vanno per il dolore. K fa le cose per bene, è educato e ha piccole attenzioni per le sue clienti. E per quei piccoli istanti che sopportano le torture. Piccoli istanti d’amore.

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Nymphomaniac è l’opposto de La Vie d’Adele: laddove nel film di Kechiche le sequenze di sesso e l’intensità delle protagoniste sono il cuore pulsante del film (e senza quelle scene resterebbe ben poco) nell’opera di Von Trier i rapporti sessuali sono post-umani, freddi e generati dalle macchine. I dettagli “scabrosi” sono impianti innestati dalla tecnologia sui non-corpi degli attori, che potrebbero cambiare volto ogni cinque minuti senza scalfire l’importanza simbolica dei non-personaggi. Che sono tutti Lars.

corda

Nymphomaniac vol. 2  contiene una sequenza imprescindibile, che da sola vale il 57% di tutta la cinematografia mondiale contemporanea. Potente, stordente, rivelatrice, è la tortura psicologica che Joe infligge ad un pedofilo potenziale. Cioè un uomo innocente, dalla fedina penale pulita, che non ha mai toccato un bimbo in vita sua. Un uomo, che la true sex detective Joe scruta fin nei suoi anfratti più bui e nascosti, indagando con le sue parole sconce, cercando di provocare reazioni corporee (una erezione) con i suoi racconti erotici. Fino a scoprire l’indicibile. Perchè quando il membro del torturato si erige, lo fa perchè Joe sta iniziando un racconto che ha per oggetto la pedofilia. E negli occhi dell’uomo, legato e con il pene eretto fuori dai calzoni, c’è la sua rovina. Tutta la sua vita, passata a sacrificare e reprimere i suoi desideri proibiti, con tutta la fatica per apparire una persona rispettabile, sta crollando, frantumata, per sempre. Probabilmente domani si suiciderà, o comunque non riuscirà mai più a ricomporre la sua maschera. Perchè la maggior parte dei pedofili esistenti sul pianeta non ha mai fatto male a nessuno, e tiene sepolte dentro le proprie pulsioni inconfessabili, vivendo infelice fino alla morte. E allora Joe diventa compassionevole, nell’unico modo possibile compie un atto di pietà. E’ Lars Von Trier che strappa i drappi oscuri dell’ipocrisia sociale, è Lars Von Trier che si inginocchia e prende il pene dell’uomo disperato in bocca, proiettando sul grande schermo squarci di nera Verità. Trasformando il senso in immagine in movimento. In amore.

compassion

Se in Melancholia e Antichrist ha dipinto un universo lussureggiante ed esteticamente visionario, tendente al barocco (progressive-psych), con N. torna allo scarno sguardo radical-punk de Gli idioti e all’essenziale (i tre accordi tre) di Dogville, richiamando l’immagine povera di The Kingdom. L’inversione a U è puramente estetica, il cinema di Lars è sempre lo stesso (ed io lo ringrazio per questo): sovversivo, disturbante, cinico e misantropo. Perchè se sei sincero e sensibile e vuoi uscire vivo da questo mondo, devi necessariamente essere sovversivo, disturbante e cinico. E misantropo, eccezion fatta per i reietti, gli esclusi, i deboli.

Umano, troppo umano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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