Miss Zombie, I love you


Lavora fino al tramonto senza aprire mai bocca per lamentarsi, mangia solo frutta e verdura marcia, non avverte nessun dolore fisico, la si può insultare a piacimento senza che accenni la minima reazione, e chiunque può abusare sessualmente di lei, non oppone alcuna resistenza. La donna ideale per tutti i maschietti tranne me, visto che non sa cucinare. Vi presento

Miss Zombie

Sabu (Hiroyuki Tanaka)

2013.

miss

La colonna sonora di questo film è il rumore incessante che fa la protagonista, zombie addomesticata, che passa tutto il giorno a strofinare una spugna abrasiva sul pavimento di pietra, nel tentativo di grattar via lo sporco. E’ un suono che dopo la visione resta nelle orecchie a lungo, fidatevi. E’ un lavoro inutile, il pavimento resta uguale per tutto il film. Tanto per sottolineare che Miss Zombie è una schiava, obbedisce senza fiatare e non pensa.

paanico

A fine giornata torna a casa strisciando i piedi, mentre un gruppo di bulletti le tira ritualmente addosso di tutto e un altro gruppetto la accoltella quotidianamente. Lei, sempre impassibile, estrae le lame e le dispone una di fianco all’altra, ordinatamente. Si prende anche cura del fiore che la sua signora le infila nella busta/salario insieme alla frutta marcia. Stuprata sia dal padrone che dai suoi scagnozzi, passa le nottate fissando una foto che la ritrae viva, giovane e incinta.

foto

Questo non è un film qualunque, non è l’ennesima variazione sforzata e cervellotica sui morti viventi. Siamo agli antipodi di The Walking Dead, siamo testimoni di uno sguardo in (azzeccatissimo) bianco e nero, uno sguardo spento e ripetitivo che però è molto intenso, perchè si tratta degli occhi della zombie puntati sull’umanità.

La svolta revenge-movie è attesa e arriva puntuale, ma del tutto priva delle sue connotazioni catartiche (penso a The Woman, o I Spit On Your Grave), e la nostra nuova amica è la prima a soffrire della sua vendetta. Meno interessante è il sottotesto anticlassista e antisessista, inevitabile a causa della prospettiva con cui Sabu inquadra i non morti.

stupratotri

Inattesa sorpresa, finale memorabile, film speciale: Miss Zombie va ad arricchire la lunga lista dei gioielli invisibili. Lo porteremo con noi nel taschino vicino al cuore, fino alla fine del mondo. E ovviamente anche dopo.

[questo post è pubblicato anche su http://www.magazinella.com]

 

 

 

Annunci

3 pensieri su “Miss Zombie, I love you

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...