Apocalypse Pov


Buongiorno Fratelli e Sorelle, oggi parliamo dell’immersionismo, un modo di fare giornalismo che consiste nel raccontare le notizie per esperienza diretta, si documenta cioè l’accadente, in chiara contrapposizione con il giornalismo di inchiesta di matrice anglosassone, terzo e distaccato. Amo l’immersionismo, odio ogni cronaca postuma di per sè revisionista. L’immersionismo, vero, ben si presta alle storie di cinema, false: da quella maledetta strega di Blair in poi, è tutto un fiorire di falsi documentari, di POV, di found footage, in cui l’occhio che guarda è protagonista dell’azione, e noi con lui.

Therefore, I urge you,
brothers and sisters,
in view of God’s mercy,
to offer your bodies as a living sacrifice,
holy and pleasing to God.
This is your true and proper worship.
(Romans 12:1)

vlcsnap-2014-05-06-17h13m40s10


Detto questo, voglio dirvi che ho scoperto un grande regista, davvero uno di cui fidarsi, il suo nome è Ti West. 34 anni, 5 film all’attivo più uno rinnegato, profeta del nuovo indie americano che cerca un varco per uscire dalla palude del manierismo in cui sta affondando. Ti West, così all’anagrafe, quando si dice che uno ha tutte le fortune, pure nome e cognome nativamente trendy. Il ragazzo è bravo, non solo ha studiato, ha anche un’impronta personalissima che lo eleva. Ti West fa consapevolmente cinema multigenere e si diverte, non la sta a menare con il metacinema ed i metasignificati. Unico guaio, la sua amicizia con Eli Roth, uno che ha fatto mezzo film riuscito e che mette il cappello su tante produzioni insignificanti solo perchè è l’amico (scemo) di Quentin Tarantino.

sacrament

The Sacrament

Ti West

2013

Il film è tratto da una storia vera. Non temete, si tratta di quel tipo di storie vere così inverosimili che a guardarle si perde il senso della realtà. Ritmo serrato, arco temporale della narrazione definito in 24 ore. C’è una comunità di disperati di tutte le razze, ex tossici ex derelitti ex mentecatti, che vivono liberamente (?) nella pace e nell’amore universale attorno ad un leader carismatico di ispirazione religiosa. Non è l’Iran, non è il Vaticano, è la solita gated community a stelle e strisce, Eden Parish, traslata in una remota radura della foresta tropicale. II riferimento tragistorico è alla Setta del tempio del Popolo, ma avrebbe potuto trattarsi dei Davidiani, o della Setta del Tempio del Sole, o di altre settemila Sette. Una troupe – giornalisti veri che giocano a fare gli attori – ci arriva per un reportage immersionista camera in spalla, in cerca di una ragazza e incuriosita dal sedicente profeta. Il suo epiteto è Father, ma in realtà – primo segno della grandezza di Ti West – è un  Godfather, non è la solita icona hippie, ha i modi e le sembianze di un boss corleonese.

talk show

Bolso, rantolante, anzianotto, parla ai suoi attraverso gli altoparlanti, fino a che decide di concedersi ai reporter con intervista in pubblica agorà, al cospetto della sua comunità interamente riunita. Il confronto tra il Messia ed il giornalista è il secondo segno della grandezza di Ti West: come un talk show, dieci minuti di domande e risposte, tempi dilatati, gioco di detto e non detto, applausi e canti religiosi, un’atmosfera orwelliana assolutamente folle. Siccome sappiamo che ogni religione guarda al Paradiso ma anela all’Apocalisse, e siccome la storia di partenza, ricordatelo, è vera, si fa presto a capire cosa succederà a questa celestiale sinistrissima Eden Parish, eppure, terzo segno della grandezza di Ti West, il racconto del conflitto finale tra adepti scissionisti e ortodossi è originalmente grandioso, fa pensare ai lager, ai gulag, a Guantanamo, allo Stadio Olimpico di Roma, agli orrori dell’umanità.

fuga
The Sacrament è senza dubbio derivativo, tra i precedenti più recenti ricordiamo il mediocre Holy Ghost People l’altrettanto geniale immersionista Safe Haven di Gareth Evans (in VHS/2), ma un regista è grande quando crea visioni originali su soggetti non originali, quindi non mi fate arrabbiare, segnatevi il nome di Ti West e cercate di procurarvi i suoi film, e che Dio ve la mandi buona.

 

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