Vivere e (non) morire a Parigi


Da qualche tempo mi balocco con l’idea di inventare un nuovo genere cinematografico, il Parisien, che denoti luogo ed ambientazione piuttosto che tematiche trattate. Questo perché, come Alfred il Maestro Hitchcock affermava, la contestualizzazione è fondamento essenziale per la riuscita di un film, e quando un film si svolge o fa riferimento a Parigi è perché è Parigi la sua principale protagonista. Nella declinazione yankee, made in Usa e made in Canada, Parigi è l’Arcadia, ciò che si desidera ma non si possiede, palingenesi nella perdita del sè.

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Parigi non si nega a nessuno, nemmeno ai cineasti indie alla ricerca affannosa di nuovi territori da esplorare o significare, che pensano ad Henry Miller, alla Nouvelle Vague ma anche allo R.Yates di Revolutionary Road.

Poi arriviamo a questo oggetto cinematografico non identificato, un indie parisien che abbraccia anche il new horror, Afflicted. Il viaggio turistico a Parigi di due ragazzoni dell’Ontario, interpretati dagli stessi registi Derek Lee e Clif Prowse.

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