The Raid 2, li ammazza stecchiti !


Oggi parliamo di The Raid 2: Berandal, che è intrinsecamente un film di mazzate, di più, è la nuova enciclopedia delle mazzate in 150 minuti di durata, e beccatevi subito questa notizia: tutti i pugni, i calci, gli schiaffi, le sputazze, le gomitate, le testate nel film sono reali. The Raid 2, il capolavoro assoluto.

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Non starò a menarvi, volevo dire a menarla, per le lunghe: conoscete già la storia del regista gallese Gareth Evans che ha visto la Luce in Indonesia e così, con la rapidità e la semplicità del genio, ha rivoluzionato i film d’azione. Non intendo nemmeno dilungarmi sul Silat, l’arte marziale indonesiana mutuata dagli atteggiamenti di offesa/difesa della tigre d’Asia. E tutti voi ben conoscete Iko Uwais come attore feticcio, corpo sangue e tumefazioni di Evans, già con lui in Merantau e nel primo The Raid (Redemption), poi prestato a cottimo a Keanu Reeves per The Art of Tai Chi.

Con la rapidità di un calcio carpiato in avvitamento, vengo al dunque.

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The Raid 2: Berandal è il film evento del 2014 in tutto il mondo, ovviamente meno che in Italia, dove non uscirà mai, perché qui le uniche mazzate legalmente accettate sono quelle ai nostri testicoli, sferrate dai soliti soporiferi insignificanti registi nazionali. Meno male che qualcuno, grazie all’attività divulgativa della insuperabile gang dei 400 Calci, ha pensato di distribuire il primo The Raid in dvd, così potrete recuperarlo legalmente e senza ulteriore indugio.

Il film parla di gangster e di poliziotti infiltrati (Berandal significa gangster) partendo da una solidissima premessa di valore: le armi da fuoco, pur presenti in modica quantità, sono una volgare sciagura del mondo moderno, onore dunque agli scontri a mani nude o all’arma bianca come fossimo ancora ai Five Points delle gangs di New York. E’ un film fisico, sanguigno e sanguinolento, si picchia duro come in un film di arti marziali, si squarta e si macella come in un film splatter, si (s)colpisce con martello e mazza da baseball come in un film coreano, si caccia e si insegue in auto come in un film americano.

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Niente di originale, direte voi, ma l’originalità è un concetto mutuato dal Romanticismo quindi di per sé relativo e obsoleto, la riproducibilità è il canone, il punto di vista è il canone. L’occhio, appunto, è la chiave di The Raid 2: mai nessuno, prima di  Evans, aveva ripreso i combattimenti in modo così fluido, la macchina da presa danza dentro, sopra, sotto le scene d’azione, disegna diagonali e traiettorie impossibili, e tutte senza effetti speciali. Se proprio dobbiamo dirlo, ci troviamo di fronte ad una gangsta-camera, che sovverte la scena filmica e la reinterpreta. Ci avevano provato anche Neveldine e Taylor, con i due Crank e lo sventurato Ghost Rider, con risultati adrenalinici tutto sommato dimenticabili. Qui invece niente è dimenticabile: coreografie strepitose e originali, ambientazioni cangianti, contrazione spasmodica e dilatazione iperbolica dei tempi dell’azione. Come se Uma la Sposa Thurman dovesse affrontare i crazy 88, ancora, e ancora, e per sempre.

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Rispetto al precedente The Raid, che seguiva lo schema tradizionale delle prove successive da affrontare nello spazio chiuso di un edificio (vedasi L’Urlo di Chen), The Raid 2 esplode come un virus in mille direzioni: dal cesso al cortile di un carcere, da una strada alla metropolitana in corsa, da una cucina ad un night club.

Ovunque scontri formidabili, pugni che schiantano corpi che sfracellano muri, armi bianche letali e mortalmente creative, implosioni di budella ed esplosioni di bulbi oculari. Una marcia trionfale tra scariche di musica techno e luci al neon, par di vedere Taz il diavoletto della Tasmania che stravolge la ieratica staticità di Only God Forgives. Refn? Forse no, o forse sì, perché Evans è un motherfucker e si prende l’anima action di Tarantino Woo Wook Hill Friedkin Cimino Scorsese Miike. Arriva a congiungersi con Kubrick, quando Yayan “Mad Dog” Ruhian stramazza sanguinolento sotto la neve al suono barrylindoniano della Sarabande di Haendel. Che irriverenza, che spettacolo.

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E se a qualcuno la trama sembri un po’ zoppicante, beh, sapete cosa vi dico ? Con tutta sta gragnuola di mazzate, è già tanto che rimanga in piedi. La trama, dico. Noi invece siamo già stesi, facciamo finta di essere morti fracassati e aspettiamo The Raid 3.

 

 

 

 

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