(A Clockwork) Orange Is The New Black


Siamo diventati incontentabili, saltiamo isterici di pilota in pilota, a volte bastano i titoli di testa, a volte mezza puntata, spesso un paio di episodi. Dopo Breaking Bad e True Detective, tra una stagione e l’altra di The Walking Dead, i nostri telesensi frustrati non trovano pace. E così abbandoniamo House Of Cards al decimo minuto della prima puntata della seconda stagione, cancelliamo dalla memoria Fargo dopo tre episodi, sprofondiamo nella palude della noia dopo quattro puntate di The Penny Dreadful, ci dimentichiamo di Orphan Black dopo due e di Utopia dopo una sola. Banshee finisce nella polvere durante la prima puntata, sbuffiamo dopo cinque minuti dall’inizio di Under The Dome, ed è sufficiente un fotogramma casuale a condannare all’oblio Dexter.

Broken_TV

Poi finalmente, quando ci eravamo quasi convinti a Rivedere Profugos, Gomorra o The Take, con colpevole ritardo (ritardo che ci permette di fare scorpacciate di grappoli di puntate no-stop) posiamo gli occhi su Orange Is The New Black. Basta mezza puntata ed è festa: la creazione di Jenji Kohan viene accolta nell’Olimpo delle serie Nostre.

orange_is_the_new_black 44

Piper Chapman, la bionda fighetta WASP, come potete verificare nella foto qua sotto, è sì la perfetta testimonial per l’ultima tendenza dell’abbigliamento femminile, ma con quel faccino, quei modi, quel tono da Miss Sotuttoio è sopratutto ispiratrice di pornofantasie inconfessabili, che a stento rientrerebbero nelle categorie tipo punishment e affini.

OITNB-Season-1-Promotional-Photos-orange-is-the-new-black-35476424-1024-576

Lo spunto è tanto semplice quanto efficace: la ragazza per bene, felicemente fidanzata con un ragazzo per bene, precipita nel mondo di sotto, ovvero il carcere femminile. Perchè? Perchè la ragazza per bene, fidanzata ecc…, nasconde nell’armadio alla moda un passato molto più interessante del suo presente, speziato da una relazione lesbo con una spacciatrice di eroina incredibilmente sexy, femme fatale all’ennesima potenza.

laura-prepon-orange-is-the-new-black

Il sesso è ovviamente una presenza costante per tutta la serie, se ne parla tantissimo e lo si mostra di tanto in tanto. Ciononostante siamo lontanissimi dalle atmosfere deliziosamente perverse e malsane dei gloriosi WIP con Pam Grier & co., sopratutto perchè in OITNB si ride inevitabilmente molto, il funny side è fondamentale in una serie che tratta tematiche così oscure e degradanti: è banale sottolinearlo, ma la miseria umana, le tragedie della solitudine, la dipendenza dalla droga, l’isolamento che conduce all’alienazione mentale, i soprusi sessuali e fisici delle guardie carcerarie, insomma tutto l’orrore della reclusione, è mostrato e raccontato nei minimi particolari.

large_rsz_oitnb

Sapete quanto sia importante per noi la colonna sonora. Lo è ancora di più se si tratta di una serie tv, il main theme è il tappeto srotolato sotto i piedi di ogni serie, se fa schifo ci si incespica subito. Il tappeto arancione è stato scelto bene: trattasi di Regina Spektor, una anti-folkeuse americana, nata in (e scappata con la famiglia dall’) Unione Sovietica. Regina scrive e canta You’ve got time.

Melodia pop, arrangiamenti che più indie-rock non si può (tanto efficace da farci credere di essere fermi ai primi anni 90) e testo evocativo quanto basta. Insomma, si parte con il piede giusto.

Le tredici puntate della first season sono scritte magistralmente, in perfetto equilibrio rimbalzano tra drammi, violenza, risate folli, sesso, segregazione tribale, momenti toccanti. La galleria sterminata di personaggi offre il destro per una carrellata di flashbacks furbi ed efficaci che rivelano poco a poco il passato di ognuna di loro. La storia e la verità, il dolore e le cicatrici di ogni co-protagonista rendono la durissima vicenda appassionante e divertente, raccontata con piglio pop, stracolma di stilettate verbali, citazioni che sono provocazioni oltraggiose, e un sano e continuo cinismo di fondo.

Tra i tanti personaggi entusiasmanti, i maschietti sono tutti più o meno delle carismatiche merde. Scegliamo di premiare il più bastardo.

pornstache

Corrotto, miscredente, depravato, spacciatore, ricattatore. A lui va il premio Dikotomiko, maschio rivoltante e cattivissimo animale, praticamente il nostro anti-idolo. Imbattibile pornstache.

Nella seconda stagione purtroppo il livello cala pericolosamente, la scrittura esita, gli sforzi per tenere saldo il timone si fanno più evidenti. Inevitabili i primi sbadigli e segni di cedimento, che lasciano presagire un difficile futuro per la imminente terza stagione.

Piper Chapman, nel mondo reale, si pronuncia Piper Kerman. La serie è tratta dalla sua esperienza in carcere, che la vera Piper ha raccontato in Orange Is The New Black: My Time In A Women’s Prison, pubblicato nel 2010.

piper vera

 Orange Is The New Black

Jenji Kohan

2013

 

 

 

 

 

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...