Psiconauta, a sua insaputa


Ramblin’ Jack Elliott, Ramble On, Midnight Rambler. Non che questo film abbia molto a che farci,  eccetto forse un pizzico con Jack Elliott, e non solo per il soprannome dell’arzillo musicista, anche l’hobo protagonista di questo bad trip suona la chitarra. E nemmeno c’entrano molto Jack Kerouac o  Jack London. The Rambler ha il (bleep!) volto di Dermot Mulroney e poco altro.

spara

Come se fosse la rappresentazione psicotica dell’archetipo Hobo, non batte quasi ciglio mentre il mondo (che non è -ancora- lo stesso nel quale viviamo noi) si diverte a scaraventargli addosso di tutto. (bleep!) Non mostra paura e nemmeno disperazione per gli orrori e le bizzarrie che la strada gli riserva.

scienziato

E la strada è certamente una strada perduta, però David Lynch, nonostante sia citato in tutte le recensioni del globo, possiamo per una volta lasciarlo fuori: The Rambler sembra piuttosto un caracollante patchwork di Coscarelli (30%) Araki (35%) e Jodorowski (35%) che riesce a stare in piedi, o comunque a rialzarsi dopo ogni sgambetto.

Proiettato al Sundance 2013, a tutt’oggi sta vagabondando per i festival di mezzo mondo. Calvin Reeder è (bleep!) una nuova conoscenza, ha la faccia di uno che si è chiuso per mesi in una cabin in the woods con la metanfetamina come unica amica.

Calvin+Lee+Reeder+Stella+Artois+Host+Press+dkn4YmIgxkPl

Horror ed esistenzialismo convivono nei suoi primi apprezzati corti (anche The Rambler originariamente lo era) mentre il suo primo lungometraggio, realizzato nel 2011, risponde al nome di The Oregonian e, stando a quel che leggiamo in rete, dovrebbe (bleep!) trattarsi di visione consigliata. Non mancheremo, anche perchè la protagonista è la stessa presenza femminile che abbiamo ammirato in The Rambler, Lindsay Pulsipher, fidanzata del regista.

bionda

On the road, senza dubbio, solo che the road è una sorta (bleep!) di labirinto: si puo svoltare a destra o a sinistra, tornare indietro e ripartire, accettare o rifiutare passaggi, fare o non fare l’autostop, tanto dall’Ade non si esce più.

loser

Le creature che incrociano la strada del Rambler (che nome non ha, egli è semplicemente e inequivocabilmente The Rambler) sono fantasmi, proiezioni (bleep!) della sua mente morta, o chissà cos’altro: assistiamo alla vita in un mondo che non è il nostro, ma che fa di tutto per entrarci. Prima o poi ci riuscirà.

E finalmente anche noi potremo incontrare vecchi saltimbanchi che non vendono le pozioni miracolose del vecchio West, ma possiedono apparecchiature in grado (bleep!) di leggere i sogni, e di registrarli.

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Su vhs.

O tassisti ossessionati dal film Frankenstein, che si eccitano al cospetto di donne ferite. O presunti (bleep!)  manager in grado di procurarci incontri di lotta clandestina, capaci di metterci in guardia, pochi istanti prima dell’inizio del match, dal gancio sinistro del nostro avversario.

gancio

 

 

 

 

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