The Sound of Killing


Non è vero che sposarsi è la fine. Non è vero che dal matrimonio ci si può solo liberare (tramite divorzio o uxoricidio fa lo stesso). Ci sono matrimoni in grado di produrre risultati entusiasmanti. Almeno uno: quello tra Hélène Cattet e Bruno Forzani. Helene e il suo cinema sperimentale, Bruno e la sua ossessione per i film di genere. Sopratutto italiani. Il loro secondo lungometraggio vede la luce dopo undici anni di lavoro, undici anni di scrittura ping-pong, con i fogli che passavano da moglie a marito e viceversa, riveduti e corretti ad ogni passaggio, mentre nella casa risuona una musica a noi familiare, una musica gloriosa, brani su brani di una potenza inaudita, tanto potenti da influenzare la scrittura, se non proprio dirigere la mano: se esiste una maniera di sollecitare il subconscio e sfruttarlo per scrivere, passa sicuramente attraverso la musica.

I due coniugi usano il giallo italiano per penetrare letteralmente nei sensi dello spettatore, scrivono una storia lineare e poi la sezionano, la tagliuzzano col rasoio, ne sovvertono la struttura narrativa. Perchè lo scopo è eccitare/disturbare, sesso e morte, paura e desiderio. Niente di nuovo, tutto nuovo. Il cut-up Burroughsiano per stordire, provocare erezioni e secrezioni e contemporaneamente costringere gli occhi a chiudersi inorriditi.

La musica titilla i sensi, fa schizzare in alto il livello di morbosità estrema delle immagini, girate feticisticamente in 16mm – puro anni 70 – ma montate con stile avanguardistico: il cortocircuito sensoriale è pari a quello delle migliori canzoni dei Baustelle, melodia pop e versi perversi. Cinema sovversivo e necessario, privo di tabù come i migliori esempi del glorioso cinema italiano che non ha più spazio nell’immaginario morente del nostro paese.

C’è un’altra guida ad ispirare ed accompagnare la coppia nei labirinti psichici del protagonista, e si tratta del maestro Satoshi Kon, superbo manipolatore di realtà e illusione: Paprika, Millennium Actress e Perfect Blue, tre opere che sono anime ma trascendono e strabordano i limiti dei codici degli anime, proprio come The strange color trascende e straborda quelli del giallo.

Quando la rivoluzione sarà compiuta, il fiore all’occhiello dei nostri campi di rieducazione sarà la sontuosa sala proiezioni-obbligatorie. Dove trasmetteremo in heavy rotation opere come Only God Forgives, R100, Dans Ma Peau, e The strange colour of your body’s tears.

strange

Intanto però siamo costretti a restare nelle nostre tane sotterranee, invidiando il signor Bruno. Si. Perchè la signora Hélène possiede sicuramente una carica sessuale dirompente. Scrivere e dirigere film come questo, e come Amer, ancora più saturo di erotismo perverso e del quale scriveremo a breve, in coppia con lei, beh…

 

L’étrange couleur des larmes de ton corps

Bruno Forzani, Hélène Cattet

2013

 

 

 

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Un pensiero su “The Sound of Killing

  1. Bè che dire, se non ringraziarvi di avermelo consigliato? Nella ricerca spasmodica del decente, questo film non può che lasciare soddisfatti. Se è vero che la trama narrativa è assai fragile è anche vero che è compensata da una sublimazione estetica che permea tutto il plot surreale e confondente. Tutto si compone e si decompone in allucinazioni a mosaico dentro scenografie dell’art noveau. Le mura di casa permeabili proprio come la pelle, incubo nell’incubo, erotismo nell’orrore , insomma una matrioska noir avvolta anche in musica perfetta. E se questo non è stile cazzo ! Ancora grazie.

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