The Strain, premiere Dikotomiko.


L’amore è una cura, ma anche un’infezione. La vita oltre la morte è un sogno, ma anche un incubo. Il male è umano, ma anche diabolico. I nazisti furono criminali, ma anche mostri. The Strain è tutto questo. Una creatura mutante, che continua a cambiare forma e aspetto, come se fosse un personaggio di un film di, che so, Guillermo Del Toro. Oops.

occhio

E’ proprio Guillermo Del Toro a generarla, in effetti, con l’intento di darle vita come serie tv. Ma non trova un cristo disposto a finanziare il progetto, a meno che “non la trasformi in commedia” come gli propose all’epoca non un ubriacone in delirio, ma il presidente della Fox Broadcasting Company.

Gli suggeriscono di trasformare l’idea in una serie di romanzi, e Guillermo esegue, in coppia con Chuck Hogan (che ha scritto, tra l’altro, The Town, romanzo da cui Ben Affleck, nonostante la faccia che si ritrova, ha tratto un signor film). La trilogia su carta non viene accolta benissimo dalla critica, ai più sembra puro entertainment, ad alcuni un laborioso tentativo di trovare fondi per ricavarci un film, e c’è chi sospetta che la mano di Del Toro, tra i due, sia stata poco più che una comparsa.

asessuato

David Lapham e Mike Huddleston sono invece i responsabili della serie di fumetti, pubblicata dalla Dark Horse a partire dal 2011 e tuttora in corso. Ne esiste addirittura una versione italiana!

Naturalmente, dopo la pubblicazione del primo volume, network e studi cinematografici fanno subito offerte per comprarne i diritti, ma gli autori cominciano ad esaminare le proposte solo dopo che il terzo volume vede la luce. E’ la FX a spuntarla, che si dice d’accordo su una durata di tre/cinque stagioni.

Guillermo-Del-Toro con vamp

Dunque, serie tv in embrione; trilogia di romanzi; serie a fumetti; serie tv.

Si parte benissimo: un aereo atterra a New York con le luci spente, i portelloni sigillati e il motore freddo. A bordo, 206 cadaveri e 4 sopravissuti. E una minaccia, che scopriremo a poco a poco nel corso della prima puntata.

Il buono della serie è Ephraim Goodweather, uno scenziato, epidemiologo, che ha il volto di Corey Stoll: lo abbiamo amato visceralmente durante la prima stagione di House Of Cards, nella quale era il nostro eroe Peter Russo.

prota

Al suo fianco, a combattere la piaga vampiresca, ci sarà un altro personaggio tanto inquietante quanto carismatico: il professor Abraham Setrakian, sorta di Van Helsing, che sembra conoscere prima degli altri la natura della minaccia.

van helsing

Il vampiro romantico/erotico è diventato inflazionato più o meno come lo zombi che grugnisce. Talmente tanta la carne (al sangue) al fuoco che la seduzione insita nella suzione è un esanime ricordo, oggi succhiare fa paura, tutti quei germi e quei batteri, che schifo. Del Toro ha pensato bene quindi di concentrarsi sul Vampiro come parassita virale, creatura infetta e repellente, e sul Vampirismo come dipendenza, più vicino a The Addiction che al Dracula di Coppola, amalgamando il tutto con i suoi marchi di fabbrica: tensione, ironia, splatter vintage (?).

Abbiamo visto la prima puntata, e siamo quasi sicuri di seguire la serie fino alla fine: la vicenda promette sviluppi ambiziosi, i vampiri fanno paura, i personaggi ci piacciono.

E ora tocca a voi: chiudete le finestre, abbassate le tapparelle e cominciate ad infettarvi a vicenda.

The Strain

Guillermo Del Toro – Chuck Hogan

2014

 

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