6 agosto 1945, ore 08:15.17 AM


Qualche giorno fa è venuto finalmente a mancare l’ultimo dei soldatini di piombo e uranio che sganciarono la Bomba su Hiroshima. Lui, Theodore Van Kirk, circondato dall’affetto dei cari, aveva dichiarato spesse volte di essere sereno ed in pace con il suo Dio, consapevole di aver fatto solo il suo dovere. Non sappiamo dove sia finita la sua anima (?), molto probabile faccia compagnia a quella di un altro zelante soldatino, tale Erich Priebke. Sappiamo però che quella bomba è la madre deforme del mondo come esso è oggi, di tutti i suoi mostri, piccoli, grandi e grandissimi come Godzilla.

godzilla 3d 2014

Godzilla, Gojiro, la razionalizzazione nipponica della catastrofe, la cretaurona preistorica che si nutre di radiazioni e polverizza le città. Protagonista di N(uclear) film dal 1954, nel 2014 arriva nelle mani di Gareth Edwards, regista indie USA, sciamano che combina gli elementi naturali del cinema con genio e passione per farne l’eroe di un’opera mostruosa. Nel senso di perfetta, riuscita, assoluta. E io che ne avevo trascurato l’uscita. E voi che sorridete e pensate alla mia faccia – ma avete mai visto la mia vera faccia ? – come a quella di un nerd occhialuto e brufoloso, in eterno fomento per i mostracci priapici e le catastrofi. Vi sbagliate, e di grosso, io ho le lenti a contatto, e sono in fomento per tutto quello che si muove sullo schermo, ma non divaghiamo. La Bomba Madre, dunque. Gli esperimenti sull’atollo di Bikini, il Dottor Stranamore, le mutazioni genetiche.

2

Archeologia dell’immaginario filmico e televisivo, riproposta nei titoli di testa tra i i più entusiasmanti del decennio. Da lì parte la ricerca delle radici del mostro, sotto la nuda terra e nelle profondità degli abissi, per riportarlo alla luce oggi, nell’epoca del terrore e della distruzione planetaria. C’è Fukushima (e prima Chernobyl), altro che Hiroshima, c’è lo tsunami che sommerge a caso pezzi di pianeta, ci sono gli aerei che piovono sulle Torri. L’apocalisse è work in progress, in mezzo quasi non si notano due superinsettoni preistorici anch’essi abbuffantisi di radiazioni, si accoppiano romanticamente e fecondi genererebbero una razza di super-rettili, che “si mangerà, chi sa ma non sa quel che fa”(Battiato). Tocca ovviamente agli Americani salvare il mondo, e questi fanno quello che sanno, schierare l’esercito e progettare il lancio di una megabomba nucleare contro gli stessi. Meno male che c’è un soldatino, un piccolo chapliniano soldatino. Buono e ramingo, povero figlio di scienziati nucleari, con mille complessi per un padre assente e mille sensi di colpa per la divisa insanguinata che indossa. Costui saprà dal babbo morente che è Godzilla la salvezza, il maschione Alfa (ancora la sindrome dell’alfa, vedasi qui) mandato dalla natura a ristabilire l’ordine e a papparsi gli insettoni, e non potrà far alto che assistere al suo meritato trionfo.

5

A lungo invocato e incombente nella prima parte del film, quella strepitosamente no-monster archeologica ed introspettiva, Godzilla trionferà da solo, senza se e senza ma, e tutti a guardare ad occhi sgranati. Noi e gli umani che popolano il film, spettatori metafilmici, in parte salvati, in parte calpestati o sbriciolati nei loro palazzi (collateral damages). Edwards celebra il titano costruendolo come fosse una creatura stop-motion dell’immenso Ray Harryhausen, attraverso lui racconta la storia del cinema, e  nella scontro finale tra leviatani raggiunge lo zenit, muovendolo come il suo alterego eco-compatibile, come King Kong nella lotta contro il tirannosauro (il nonno di Godzilla ?). Soprattutto, si fa beffe della più parte del cinema action americano. Perché il soldatino, il cui vero mestiere è addetto alla disattivazione del megatone nucleare, non riuscirà nel suo intento, addormentandosi per il troppo stress, e allora, malgrado Godzilla …boom !

If it’s not love, there is the Bomb, then it’s the Bomb that will bring us together.

4

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...