Sion Sono, il noir e i pesci tropicali


“Dovrebbero darmi la medaglia d’oro per l’omicidio” dichiarò Sekine Gen, che con sua moglie Hiroko Kazama ammazzò almeno 4 persone. I due gestivano un negozio di cani di razza nei primi anni novanta a Tokyo, e nei ritagli di  tempo avvelenavano con la stricnina,  smembravano, riducevano a pezzettini e quindi davano in pasto ai pesci i resti delle loro vittime, senza dimenticare di bruciare le ossa e quindi spargere le ceneri al vento. Le vittime diventavano invisibili, e Sekine si sentiva inafferrabile.

megastore

Da questa vicenda Sion Sono ha ricavato un film, sostituendo i cani con i pesci tropicali, perchè il pesce grosso si pappa quello piccolo, e la metafora sul capitalismo d’assalto giapponese risulta così più chiara ed efficace. Oltre al capitalismo, ed ovviamente alle pulsioni/repressioni sessuali, nel mirino del nostro cecchino preferito finisce (come sempre) la Famiglia, e sopratutto il capofamiglia, il Padre, l’Inetto, il Represso, il Viscido.

Nella foto qua sotto, il serial killer vero, Sekine Gen.

sekine gen

In Cold Fish i suoi panni li indossa il brillantissimo Denden, ed il nome diventa Murata.

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La somiglianza è impressionante, così come la prova fornita da Denden: carismatico, folle, irresistibile persasuore e corruttore. La sua incredibilmente erotica moglie, ninfomane più pazza di lui, è Asuka Kurosawa, indimenticabile protagonista del delirio erotico di Tsukamoto, A Snake Of June.

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Questa è la coppia di assassini, perfettamente equilibrata ed organizzata, impresa familiare efficentissima e spregiudicata, insomma il pesce grosso.

Il pesce piccolo è la Famiglia. E la famiglia Shamoto è composta da:

1) l’Inetto, il padre e marito incapace, il bottegaio – anch’egli vende pesci tropicali, ma la sua attività è poca cosa rispetto al megastore dei due smembratori seriali –  il viscido, la vittima, il represso, che dietro la sua maschera dimessa e low-profile cova violenza e rancore cieco pronto ad esplodere.

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2) L’insoddisfatta, moglie supersexy, frustrata e profondamente infelice pronta a cadere nelle grinfie di Murata.

moglie

3) La teenager rancorosa, frutto del precedente matrimonio dell’Inetto, che Murata usa come grimaldello, assumendola nel suo megastore, per irrompere nella Famiglia e papparsi quindi il pesce piccolo, in una sorta di apparente twist da “bad buddy comedy”, in realtà lontanissimo da ogni Cheap Thrills, vicino piuttosto all’opera di Alien/James Franco in Spring Breakers.

teeeen

Per almeno due terzi del film Sion Sono è sorprendentemente fedele alle dinamiche della vicenda reale alla quale si è ispirato, e si sforza anche di filmare in maniera ordinata senza i consueti eccessi di camera a spalla. Ma quando il pavimento comincia a sgretolarsi, la spirale di follia e sangue attira i  protagonisti nel baratro ed intrappola anche me, il ghigno del regista (che il piglio satirico rende ancora più feroce) si disvela, come fiato sul collo, diabolico, iconoclasta – non mancano le candele votive a far luce sugli smembramenti, e le statue delle madonne a spaccare crani –  e consapevole della potenza della sua opera tanto quanto lo era Takashi Miike con il suo Visitor Q.

In Love Exposure il leitmotiv era “love is pain”; in Cold Fish è “life is pain”.

macello

Non posso dilungarmi oltre, devo continuare questa splendida opera di recupero e guardare con occhi sbarrati Strange Circus. Ciao.

aiko

Cold Fish

Sion Sono

2010

 

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