Cormac McCarthy, the True Detective


Se esiste un film dicotomico per eccellenza, è questo. Dovremmo esserne gli sponsor a vita, programmarlo in eterno loop in una sala cinematografica destinata solo ad esso, e dividere la platea in due metà esatte e ben distinte.  Da una parte poltrone bianche, dall’altra poltrone nere.

locandina buona

I suoni e rumori che circondano il piccolo palcoscenico dello scontro provengono dalla città, assediano i due protagonisti; traffico, vicini isterici, clacson, sono l’equivalente di un anfiteatro gremito da un pubblico eccitato inferocito e assetato di sangue. Il piccolo palcoscenico, il traballante ring, la squallida tana che li separa dal minaccioso mondo esterno vacilla, non li tiene al sicuro, e ai due protagonisti non importa niente di restare al sicuro: siamo noi a subire l’assedio dei rumori esterni, dell’alito rovente proveniente dalla folla nell’anfiteatro, solo noi percepiamo i suoni come minaccia.

the sunset limited  i due

La fede e la nausea tolgono la paura dai cuori (o più probabilmente generano l’illusione che nasconde la paura), con la stessa efficacia. Il nero ha la fede, la sua porta è sempre aperta, o perlomeno scassinabile da qualunque tossico: il nero non può permettersi di possedere neanche un misero impianto stereo perchè glielo ruberebbero di certo. Il bianco ha già provato a farla finita, e comunque sa bene a cosa vuole andare incontro, e non vede l’ora che succeda.

sunset tommy

“Non vedo l’ora di strofinare il naso contro la sua guancia ossuta. Sicuramente sarà sorpresa di vedersi trattata con tanto affetto. E mentre l’abbraccio forte le sussurrerò all’orecchio secco e antico: Eccomi qui”

Il predicatore dal passato burrascoso e l’ateo disilluso e depresso. Il bianco e il nero. Non c’è sconfitto e non c’è vincitore, apparentemente. Nessuno dei due riesce a smontare le convinzioni dell’altro, apparentemente.

black

Inutile sottolineare la prova dei due attori, superfluo ricordare la grandezza immensa di Cormac McCarthy, autore del testo teatrale da cui il film è tratto, e di cui lo stesso McCarthy ha scritto la sceneggiatura, e che in alcuni passaggi (sopratutto il finale col botto) mette i brividi.

Però, però.  Noi continuiamo a considerare The Road la perfetta traduzione in immagini dell’universo letterario di McCarthy, nonostante The Sunset Limited sia un più che degno lavoro (e Tommy Lee Jones non è certo un pischello qualunque),  che comunque deve parte della sua efficacia ad un approccio semplicistico ai differenti universi filosofico-religiosi in campo. Ma chissenefrega in fondo, questo è un ottimo film e stop. Anzi, un ottimo film per la tv (!).

(Grazie a Claudio per la segnalazione!)

The Sunset Limited

Tommy Lee Jones

2011

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