The end is the beginning is the end: The Walking Dead 5 premiere


Immaginate di svegliarvi seduti sul posto passeggeri di un’automobile, con le braccia immobilizzate, e di rendervi conto che alla guida non c’è nessuno. L’auto va a 140 all’ora, e realizzate che solo venti metri vi separano da un baratro. La velocità è costante, non riuscite a liberarvi, e quei venti metri non diminuiscono mai. Per 46 minuti. Ecco, questa è la prima puntata della quinta stagione di The Walking Dead.

knifedaed

La Quinta Stagione, la quintadichissàquantealtre, l’apocalisse è infinita come il proliferare di morti viventi e di non-morti, il ribaltamento biologico continuo e sempre efficace, la fine che è l’inizio, l’inizio che è la fine: si ricomincia da dove li avevamo lasciati, rinchiusi in un vagone in attesa di un destino orrendo, per una prima puntata che è in realtà l’ultima della serie precedente, travestita e mimetizzata come fanno i vivi che si ricoprono del sangue degli zombi per non essere fiutati come prede.

Terminus

Sanctuary for all. Community for all. Those who arrive, survive.

terminus

 

(Allarme Spoiler!)

Era il punto di arrivo, la meta alla quale si aggrappavano i nostri beniamini (sono i nostri beniamini e lo diventano sempre più, ogni volta che abbandonano il concetto di “speranza” e si aggrappano a quello di “sopravvivenza” – è la consapevolezza sempre più pressante di non dover più credere al concetto di casa e sicurezza, a farne degli eroi; non esistono mete, solo il viaggio e il movimento li mantengono in vita).

viggo

I timori di dover assistere ad una serie di puntate nuovamente sotto assedio, dopo la segregazione nel carcere – e l’illusione orrorifica di Woodbury – sono spazzati via in pochi minuti, da una marea di sangue e fuoco che rasenta la perfezione. Tra gli schizzi e le esplosioni, vengono scaraventati in faccia agli spettatori anche pochi istanti rivelatori, i macellai hanno un passato che avrebbe potuto riempire mezza stagione. Ma l’automobile sta correndo a 140, rallentare non è possibile, e questa puntata finisce com’era iniziata, e cioè alla grandissima. Se non è la migliore delle 52 viste finora, ci manca poco.

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Il rifugio è una trappola, the Sanctuary è in realtà the Battlefield, Terminus è quindi Principium, il ribaltamento continua e la corsa in macchina pure. Certo, ci saranno inevitabilmente piazzole di sosta, forse anche qualche sbadiglio (sono troppi i semi gettati in questa puntata e molti germoglieranno; alcuni, pochi speriamo, saranno da estirpare) ma questo inizio di stagione è un botto epocale.

 

Non ci sono più le mezze stagioni

Sono stati mesi colmi di inquietudine, abbiamo divorato The Strain, stiamo masticando The Knick, tanto per limitarci a citare le uniche due serie in grado di tenere a bada il nostro appetito. Ma ora che ci siamo di nuovo accomodati ad una tavola imbandita in maniera così sontuosa, la fame ancestrale si è risvegliata, gli appetizers non ci bastano più, quella che vogliamo è carne umana. E le settimane ridiventano lunghissime.

zombi

 

 

 

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