Gerontophilia, il nuovo film di La Bruce è vecchio, anzi vecchissimo.


Vi è già nota la nostra avversione al cinema sul genere, quello che antepone l’etichetta dell’orientamento sessuale – queer, nella fattispecie – al significato intrinseco dell’opera. Nondimeno, intendiamo soffermarci su un film che ha più etichette di un video su YP, trattando dell’amore omosessuale interraziale tra un vecchio moribondo ed un giovane nel pieno dei suoi ormoni. Aggiungete anche che è girato in una nazione bilingue ed avrete Gerontophilia, l’ultima opera del singolare Bruce La Bruce, presentata alle Giornate degli Autori della Mostra del cinema di Venezia 2013.

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Ambientato a Montreal, splendida in tempo di inverno, Gerontophilia narra di Lake, adolescente confuso che scopre la sua omosessualità nella forma di un’attrazione irrefrenabile verso gli anziani. Parliamo di passione per corpi e cuori di vecchio, fatti di rughe, pelle cascante, malati, cadenti, avvizziti, incartapecoriti. Il pensiero corre ad Haneke, fermiamolo subito e riportiamolo in Quebec, perché i vegliardi di Labruce, pure al crepuscolo della vita, conservano vestigia di grazia apollinea e si avviano alla fine dolcemente più che mestamente.

2

E’il caso di Mr. Peabody, assai simile all’indimenticato Fred G. Sanford della serie vintage Sanford &  Son, ingrigito in un ospizio poi salvato amante ed amato dal nostro nei suoi ultimi ridenti giorni di vita mortale. Lake e Peabody vivono una storia d’amore breve anzi brevissima come brevissimo è il film che la contiene (74 minuti), girato secondo gli stilemi più classici della commedia rosa a quasi lieto fine. Sarebbe questa l’intenzione del regista, provocare sul tema più scottante – il sesso tra due individui separati da uno spread anagrafico ultracinquantennale – attraverso la normalizzazione forzosa del racconto, ma il risultato è una completa sterilizzazione delle pulsioni, e La Bruce finisce per bruciare solo quando si libera di canoni e clichè.

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Esilaranti, infatti, sono le scenate di gelosia del più giovane verso il molto più vecchio, così come stracult è la scena del sogno in cui … lecca le piaghe purulente di .., geniale è anche la foto in 6X3 del Mahatma Gandhi guardata con concupiscenza invece che con stolida ammirazione, sovversiva l’eiaculazione nei boxer durante il tentativo di rianimazione di un annegando. Lampi, gocce in un mare di rappresentazioni banali, come la madre assente e un po’ zoccola, la ex fidanzata che diventa migliore amica, l’ultimo desiderio del matusalemme moribondo (vedere il mare, che altro sennò).

4

Nemmeno le scene finali, che vorrebbero essere un inno alla vita ma che ci paiono sinistramente ed ironicamente inquietanti, salvano Gerontophilia dall’anonimato.Poteva essere un inno all’amore universale, finisce con l’essere uno spot per la campagna “adotta un anziano”, falso come ogni pubblicità.

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