Girlfriend in a coma


Buongiorno a tutti, cominciamo la settimana con un bel quiz. Cosa hanno in comune i film: Le mele d’Adamo; Martyrs; Lasciami entrare; La ballata dell’odio e dell’amore? Gli impulsivi avranno già digitato la domanda su Google, i complottisti si scervelleranno in una ricerca cabalistica sulla frequenza delle lettere utilizzate, i nazionalisti penseranno che sono tutti film di registi stranieri, i qualunquisti invece avranno già perso interesse. Per voialtri, lettori curiosi e morbosi, ecco la risposta: sono tutti vincitori del Melies d’Oro,  premio assegnato annualmente al miglior film fantastico europeo dalla European Fantastic Film Festivals Federation, fondato nel 1996 e intitolato a Georges Melies, padre del cinema, mago dei sogni, quello della luna con un missile nell’occhio. Scrivo ciò con intento chiaramente divulgativo, perchè certe cose vanno sapute, e pure apprezzate. Il Melies d’Oro, dunque. 2 anni orsono se l’è aggiudicato Vanishing Waves, un film lituano, di una regista femmina, a basso budget. No, cari lettori morbosi e curiosi, non è il solito esercizio di realismo magico postbalcanico, non è  Gatto Bianco Gatto Nero ambientato a Kaunas. Neppure è sulle disastrose conseguenze del  socialismo reale e del putinismo su un monastero anacoreta, Vanishing Waves è un film di fantascienza, perfetto, necessario, sostanziale. Quello che noi amiamo definire una benedizione, lottando contro il vacuo strapotere dei superlativi.

1

Già il suo altro titolo internazionale, Aurora, evoca Murnau e l’Espressionismo tedesco, in preciso riferimento al suo contesto onirico: un esperimento avveniristico è condotto in un laboratorio Bauhaus, un uomo si mette un caschetto vintage gremito di  mille sensori – lo vedete come foto di sfondo del blog – , si immerge in un sarcofago amniotico basaltico di cavi e liquido connettivo ed entra con la mente nella mente di una donna in coma, per studiarne dall’interno l’attività cerebrale, possibilmente risvegliandola. Il film è ovviamente derivativo, come tutta la grande fantascienza: in questo caso, accanto a Paprika di Satoshi Kon, a The Cell di Tarsem Singh, all’ultimo The Zero Theorem (abbozzato e non riuscito da Terry Gilliam) il riferimento più alto e prossimo è Je t’aime Je t’aime di Alain Resnais, se non lo avete visto rimediate tosto. Cioè una grande storia d’amore neurale, perché l’uomo col caschetto si innamora perdutamente della donna in cui s’intrude, abitando con la proiezione di lei uno spazio suo proprio, quivi liberando  pulsioni, libere, feconde, giocose. Sesso, cibo, mare, infinito.

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L’Eden però è un desiderio che svanisce, l’uomo scoprirà con dolore di essere corpo solido, estraneo alle passioni alla vita al trauma impermeabile di lei, ma non potrà accettarlo tanto da violare il protocollo scientifico e forzare le immersioni intrusioni, mettendo a rischio ultimativo la vita sua e dell’amata neurovegetativa. Ovviamente non vi rivelo come va a finire, vi dico che il lavoro fatto da Kristina Buozyte assieme allo storyteller francese Bruno Samper, con solo un milione di budget a disposizione, è enorme. Vanishing Waves è  un’opera multisensoriale semplice e geniale, una visione limpida tra suoni di purezza assoluta, è il senso dell’universo attraverso due asteroidi umani in momentanea rotta di collisione.  Se The Tree of Life di Malick vi ha toccato, questo film vi travolgerà, e chisaà se dopo riuscirete a risvegliarvi. O a risvegliarla.

2

When I got sick, mom would spread salve on my chest.

It burned pleasantly.

She’d hold my hand and hum till Ifell asleep.

She’s five.

She’s holding tightly onto her father’s hair.

Laughing. She’s about to fall.

He takes her firmly and puts her on his shoulders.

The sun is blinding her.

He’s four.

He walks with his mother, holding onto her hand.

It’s an early morning.

He blows a white cloud from his mouth.

There are many children.

They’re crying.

And she lets go of his hand.

He’s terrified.

She’s six.

She’s under a balcony with the neighbor’s boy.

They’re eating rhubarbs.

He squats down.

She is ashamed to raise her dress…

He’s fourteen.

He’s in a swimming pool.

He hides with this girl in a dressing cabin.

She takes off her bathing suit.

He also.

He puts his finger inside of her.

 

There’s a strong smell of chlorine and metal from her sex.

She’s fifteen.

She’s in the countryside at a friend’s place.

He leans on her. She’s laughing…

Till she feels his tongue in her mouth.

It’s cool and wet.

She imagined that it will be more of saliva.

She wants to lean back…

But he’s putting his tongue deeper…

…and rubs his body on her.

He’s eighteen.

He’s at a club.

He asks her for a cigarette.

She’s wearing funny pants with a skeleton logo.

Her neck is beautiful.

He feels exceptional having his own car.

He takes her to the sea.

It’s night. The wind is very strong.

He passes his hand through her hair.

She gets goose bumps.

She’s nineteen.

Sometimes she performs trivial roles at some events.

She’s given a see-through dress.

She’ll have to play a goddess.

He looks at her.

She blushes. It’s hot.

We go to see a flat.

It smells of fresh paint.

She steps out of the bath.

Her fingers are wrinkled from the water.

There is a strong smell of cream.

He tries to imagine her old and grey.

He’s not able to.

They start living together.

At nights she feels his breath on her skin.

She feels safe.

He’s tired, constantly working.

She’s often bored.

Little by little, he doesn’t notice…

…but he starts to absorb her into his flesh.

She becomes part of him.

She’s no longer a separate entity.

He stops talking to her.

He’s so angry.

Often leaves her alone…

…in a big house.

She walks alone listening to her steps.

I just wanted to feel desire again.

He says it’s finished. He leaves her.

It hurts so much.

They drive home. It’s night.

He doesn’t look at her.

She doesn’t recognize him.

She starts yelling, beating him.

She’s ready for anything just to reach him.

I’m sorry. Forgive me.

It doesn’t matter now.

Nothing matters now.

4

Vanishing Waves

Kristina Buozyte

2012   

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