Box Office 2014: top 10 mondiale, mortale, micidiale.


Buongiorno a tutti, oggi diamo i numeri. Il film più visto nel 2014, in tutto il mondo, è al momento l’atroce interminabile Transformer 4, tre ore di ferraglia e clangori sotto la guida cieca di Michael Bay, che supera il miliardo di dollari di incassi. Segue, sorpresa delle sorprese, Guardians of the Galaxy, le guerre stellari Marvel secondo James Gunn, che veleggia verso gli 800 milioni di dollari anche se in Italia ha tradito le attese (ma si sa, gli Italiani sono diffidenti, aspettano il sequel per professarsi tutti grandi ammiratori di Star-Lord e soci). Maleficent, il fantasy fiabesco femminista con lady Pitt, supera i 700 milioni di dollari e si aggiudica il terzo posto. Fuori dal podio rimangono i film sui supereroi classici, l’ultimo X Men, l’ultimo Capitan America e il secondo Spider Man di Marc Webb, che supera per pochi spiccioli il bellissimo Dawn of the Planet of Apes, sequel di Rise of the Planet of Apes del 2011. Chiudono la top ten Dragon Trainer 2, il giovane favoloso Godzilla, il gracchiante Rio 2. Quanto a noi, nella nostra personale classifica dei blockbusters premiamo Dawn of the Planet of Apes, a pari merito con Godzilla e con i Guardiani.

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Parliamo quindi di Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie, che è appunto il film di cui sopra, uscito in Italia con il titolo storpiato in lingua originale, integrato dall’esegetica aggiunta in italiano, a sottolineare l’affanno e l’ansia dei distributori per attrarre il pubblico dei multisala. Dirige in bravo ragazzo, Matt Reeves,che si era fatto notare per un dignitoso remake del capolavoro svedese Lasciami Entrare, e che qui può fare le cose in grande. E le fa, senza se e senza ma. Il film del 2011 si chiudeva con il branco di primati in corso di evoluzione che si davano alla clandestinità, questo si apre con meravigliose scene di caccia al cervo della neocostituita comunità belluina, sulle montagne nei paraggi di Washington. Là fuori, gli umani sono allo stremo, decimati da un virus letale noto impropriamente come febbre scimmiesca, e sopravvivono cercando fonti di energia, una delle quali, ovviamente, è vicina vicina all’insediamento dei quadrumani, e sarà la causa del necessario quanto atteso conflitto tra le specie.

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Poco rileva notare che la seconda parte del film è il war movie meglio girato da alcuni anni a questa parte, ciò che conta è che la preparazione del conflitto viene analizzata con rigore entomologico. Vediamo, gradualmente, le tappe dell’antropomorfizzazione delle scimmie, parimenti vediamo le tappe del ritorno degli umani allo stato ferino. Da una parte, Il leader maschio alfa paziente zero Cesare, il capo degli scimpanzé, tanto umanizzato da diventare latore di virtù speculative quali il filantropismo, il perdono, la visione del futuro, la monogamia. Curioso che il capobranco abbia una famiglia tradizionale (una moglie femmina, due figli procreati con la medesima), perché invece in natura ha l’invidiato privilegio di copulare ovunque, comunque e con chiunque, beato lui.Per contro, gli umani non hanno una guida forte, ma presentano la dualità propria delle imperfette democrazie occidentali, un progressista con seconda moglie e figlio incline al dialogo interspecie, un conservatore vedovo (Gary Oldman) e senza figli con il grilletto facile. Scimmie, falchi e colombe. Il film, ci ripetiamo, è bellissimo, Cesare è ovviamente Gollum cioè King Kong cioè il gigantesco polimorfico Andy Serkis, e la storia, girata alla maniera di un western crepuscolare, convince e appassiona. Scimmie in armi bianche come Apaches, umani con il piombo e il ferro come cowboys.

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Il nostro cuore batte per le scimmie, tra cui spicca lo shakespeariano Kobà, davastato da mille vivisezioni di laboratorio e giustamente incazzato, che ha in animo la guerra al terrore umano per una nuova era delle scimmie, e progetta un piano di intelligenza omerica. L’inversione dei ruoli procede imperiosa, Kobà e compagni si evolvono così velocemente da imparare l’uso delle armi da guerra e dei mezzi cingolati, e tutto è incredibilmente verosimile. In più, oltre, in meglio, c’è la rivelazione del massimo grado dell’evoluzione umana, che non è l’uso della parola, no, non è la scoperta del fuoco e l’uso delle armi, nonnò, non è la famiglia cristiana una e sola, no. E’ il tradimento, l’infamia, l’inganno consapevolmente perpetrato a scapito dei propri simili. In senso biblico, ma anche in senso storico, e pure in senso pratico.

Kobà tradisce Cesare, e tradisce il suo popolo, Kobà quindi non è più una scimmia, è un uomo. Un uomo comune, e Cesare deve ucciderlo, per il bene della specie, per preparare la guerra mondiale prossima ventura. Dopo l’inganno, la necessità della guerra. L’uomo discende dalla scimmia, le scimmie discendono verso l’uomo, fino alla prossima puntata.

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