Interstellar. Cabin crew prepare for take-off


Una fattoria, una famiglia, i campi di granturco, la provincia americana. Testimonianze di vecchietti che sembrano tratte da un documentario che ricostruisce avvenimenti lontani nel tempo, che potrebbero risalire agli anni 30. Una jeep che sfreccia in mezzo a campi di granturco, inseguendo un drone che vaga nel cielo: citazione Hitchcockiana, certo, ma capovolta. I nostri piedi ignari sono convinti di poggiare su una terra rassicurante e familiare. Potrebbero essere gli anni 70, potrebbero essere gli anni 90. Una manciata di minuti e la terra comincia a franare, sgretolarsi e rivelarsi, sottraendoci certezze, sfilandole da sotto i nostri piedi.

interstellar

Non sono gli anni 70 o gli anni 90: lo sembrano. E’ il primo gioco di prestigio Nolaniano, riuscito e vincente. La distopia si rivela, prende forma nitida nel bel mezzo di una tempesta di sabbia che sembra uscita dalle pagine di Steinbeck, la testa gira mentre ci rendiamo conto di essere nel 2070, almeno. Lo scenario ha connotati terribili perchè realistici, l’apocalisse è fredda come la morte ma non è annunciata o spettacolarizzata: è già in atto, dentro la fattoria, attorno alla fattoria, e tiene bassi, molto bassi, gli orizzonti dell’umanità morente, che guarda la terra arida e non sa che farsene di scienziati e ingegneri, vuole cibo.

inter2

Ma Sua Maestà La Sceneggiatura si prende il palcoscenico. E’ un film di Nolan, siamo abituati al dominio della scrittura, cominciamo a sentire lo spaesamento funereo della distopia affievolito dalla (ingombrante per alcuni, non per noi) onnipresente scrittura del regista, che ha un che di consolatorio. Quando finalmente si decolla, l’eccitazione è moltiplicata ed esaltata dal sollievo: vogliamo proprio lasciarla, questa terra morente. Il countdown è esaltante, epico, inizia il viaggio. Via, via di qui!

inter3

(Spoiler, spoiler, spoiler!)

Il presunto duello tra cuore e cervello in Interstellar è, a mio parere, l’ennesimo trucco di Nolan. Come sempre esibito e addirittura sovraesposto, in grado di far storcere il naso ai cinici di tutto il mondo, ma in realtà inconsistente. Lo sbandierato trionfo dell’amore come mezzo di comunicazione interdimensionale e arma segreta per salvare il mondo, è la maschera usata per avvicinare lo sguardo e l’attenzione al mai detto e mai visto: l’aldilà. Inteso ovviamente in senso letterale, quello che succede dopo la morte, quando il cuore cessa di battere ma qualcosa si muove, qualche ignota (per me ignorante in materia) forma di energia, informazioni, dati, connessioni o chissacosa, si sprigiona verso destinazioni inesplorate. Stimolata in maniera inedita dal wormhole. Forse.

(to be continued)

Interstellar

Christopher Nolan

2014

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...