(un film da tenere al)La Distancia


Da qualche parte, in Siberia. In una centrale elettrica dismessa, un artista di clausura vuole impadronirsi della Distanza, sfera dell’ubiquità lì celata. Il furto è commissionato a tre nani, telepati mutanti, che dovranno vedersela con l’enigmatico custode. Sergio Caballero, artistoide poliedrico ed ideatore del Sonar di Barcellona – la celebre kermesse di arte e musica techno – si cimenta con questo film no script, scegliendo dichiaratamente di fare a meno della sceneggiatura per muoversi a tentoni su pochi elementi chiave: gli animali morti, il suo personale umorismo, l’ambientazione da archeologia industriale.

distancia

Tra echi di Tarkovskij e dei fratelli Coen emerge un’opera sgangherata, che qualcuno ha accostato a Stalker, ma che gira invece nei paraggi di Quentin Dupieux, anche lui esperto di musica techno e videoarte, nel comune intento di destrutturare il linguaggio filmico piuttosto che di affabulare. Una visione desolante costruita con pervicacia, con rari sprazzi ultraweird: un nano che stabilisce contatti telepatici a distanza attraverso lo strofinio delle palle; il custode che a fine turno indossa tacchi a spillo rossi, si masturba ed al culmine urla “Pluto !”; una latta fumigante che declama haiku in giapponese.

distancia2

In quest’epoca di pazzi, ci mancavano gli idioti della videoarte.

 

La Distancia

Sergio Caballero

2014

 

(tratto da Nocturno n. 145)

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...