Mondo dickotomico: anteprima The Man in the High Castle


La svastica sul sole è stato il primo libro di Philip K. Dick che ho letto. Sono passati 20 anni da allora, e altri 27 libri delo stesso autore, ma il primo amore non si scorda mai. Lo amo così tanto, ma così tanto da perdonare gli editori italiani che per primi lo titolarono in quel modo, molto vintage sci-fi, invece dell’originale L’uomo nell’alto castello. Oggi quelle pagine arrivano in TV: Amazon ha prodotto e lanciato in Rete, gratuitamente, il pilot di The Man in the High Castle, se avrà successo diventerà una mini serie in quattro puntate

vlcsnap-2015-01-20-16h19m02s11

Produzione esecutiva di Ridley Blade Runner Scott, regia di David Semel, professionista della televisione che ha diretto episodi in tutte le serie più acclamate degli ultimi anni (Dr House in primis). L’impresa è ardua, perché se parti da un libro di Dick devi scegliere da che parte stare: puoi semplicemente ispirarti alle idee (magari rinnegando l’ispirazione, vedi il caso Truman Show), oppure puoi decidere di fare opera filologica e rappresentare sul piccolo schermo tutto il mondo dick-otomico, cospicuamente e seminalmente presente nel romanzo in oggetto: il presente alienato camuffato in futuro distopico, le manie di persecuzione, la benzedrina, i simulacri, la precognizione. Su tutti, l’avvenuta nazistificazione dell’Occidente dopo la seconda guerra mondiale, questa la madre di tutte le ossessioni dello scrittore, che credeva di vivere in una dittatura dolce, fatta di controllo delle menti attraverso i media, spionaggio capillare, repressione sociale. Gli Stati Uniti come il Reich, il potere fonte suprema di eticità, l’individuo spinto ai confini della realtà. In questo contesto il romanzo è quasi didascalico: Hitler ha lanciato la Bomba, con Hirohito ha vinto la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti sono divisi in tre parti, a Ovest colonia nipponica, a Est colonia germanica, al centro una zona neutrale. La Resistenza arranca, ma clandestinamente circola un libro,  La cavalletta non si alzerà più (The Grasshopper Lies Heavy), che immagina un mondo diverso, in cui sono stati gli alleati a vincere il conflitto mondiale. In questo contesto galleggiano monadi, microcosmi umani indimenticabili, su tutti il giapponese Tagomi, inseparabile dalla consultazione dell’I-Ching.

vlcsnap-2015-01-20-16h19m57s235

A prima vista, il pilot della serie si focalizza sull’impatto visivo, stordisce gli spettatori con un’America in cui la svastica ed il Sol Levante sostituiscono le stelle e le strisce. Inquietante la resa visiva della nuova San Francisco giapponese, proprio in questi giorni al cinema spopola Big Hero 6  con la sua San Fransokio , segno ulteriore che Dick era avanguardia immaginifica della miglior specie. Le svastiche, il Sol Levante dicevamo, calati negli sweet sixties – l’anno è il 1962 – con effetti sufficientemente perturbanti, usare i simboli dell’Asse come marchi e loghi politico/militar/commerciali fa meglio capire quanto il marketing sia importante nella costruzione di un regime, ma qui affiorano i primi problemi. Lo sforzo di ricostruzione è per forza di cose superficiale, sotto l’apparenza si respira aria da set di cartapesta e teatro di posa, il paradosso dickiano invece è la realtà nell’allucinazione.

vlcsnap-2015-01-20-16h36m45s125

Il libro della resistenza è diventato un video clandestino in super 8, ci sta pure. Dove il pilot naufraga in via definitiva è nella scelta degli attori: bellini, dinamici, ma tanto faccini pulitini e precisini, troppo televisivi, a spese del coinvolgimento e della suspence. Grande assente pure è la violenza, o meglio, una rappresentazione credibile della violenza fisica e psicologica, omicidi e torture fuori campo sembrano voler blandire un pubblico che va spaventato solo un po’, ma poi sedato, sia mai si accorga che lo Zio Adolph, ghignante, è ancora in vita e a capo del Nuovo Ordine Mondiale.

dick

Restiamo perplessi.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...