Frida Kahlo abbatte John Wick


Nulla si crea, tutto si mescola. Oppure, non ci sono più i generi di una volta. Accade infatti che il cinema di questi anni sia intrinsecamente crossgender, percorso da war movie con cromosomi western, thriller dalle sembianze horror, commedie polar pigmentate di noir. Solo il cinema d’azione, macho nel midollo, sembra resistere alle contaminazioni: i soliti giustizieri eroici  solitari celoduristi, un po’ attempati come l’ultimo John Wick, ma sempre fecondi di proiettili. E’ solo questione di giorni, sta per arrivare Salma, poi nemmeno l’action sarà più come prima.

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Il 27 febbraio uscirà nelle sale americane Everly, film diretto da Joe Linch (nessuna parentela), mestierante di cui si dice un gran bene negli slum di Weird City (Knights of Badassdom il suo titolo più noto). Everly è Salma Hayek, 48 anni, procace e tetragona, nel ruolo più audace della sua carriera. Frenate gli entusiasmi cari maschietti, perché non parlo di audacia in relazione all’esibizione di trofei mammari o virtù somatiche affini, che il tempo passa per tutti, la gravità è impietosa verso chi è stato maggiormente dotato da Madre Natura, e Salma lo sa, mica è una finta giovane alla Jennifer Lopez.

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E’audace, invece, interpretare un film d’azione dinamitardo ed adrenalinico ma tutto racchiuso tra le quattro pareti di una stanza, unico luogo dove la protagonista accoglie e affronta i suoi nemici presi in gruppo o singolarmente. Everly è una prostituta liberta messicana, reclusa in una casa di piaceri per depravati ma ribellatasi al pappone boss della Yakuza, il crudele Taiko, e da costui ovviamente condannata a morte. Lei non ci sta, e con creatività e padronanza innata dell’intero scibile delle armi – bianche e da fuoco – elimina tutti.  Dapprima i suoi carcerieri stupratori, poi le colleghe meretrici vicine di pianerottolo, che attirate dalla taglia le piombano in camera in rapida successione, poi  alcuni hitmen raminghi, dopo ancora un commando speciale di poliziotti corrotti. L’escalation è vertiginosa: proiettili e improbabili scambi di battute esplodono alla velocità di cento John Woo al secondo, il climax è atipico ed è l’irruzione di The Sadist, un anziano killer giapponese armato di acidi accampognato dal Masochista, prigioniero sessuale in perizoma che gode nell’essere crivellato di colpi. Tra fuoco fiamme e ricongiungimenti familiari siamo sempre lì, nel Fort Apache di Everly che resiste anche a granate e colpi di bazooka, ma l’atteso redde rationem non può che essere a colpi di katana, e chissà se Salma, viva o morta, sulle sue gambe o in barella, risucirà mai ad uscire da quella stanza.

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Girato con lo sguardo consapevolmente rivolto  alla Sposa di Tarantino (Taiko è un simil Bill all’apice del suo masochismo, c’è anche una figlia mai vista e poi ritrovata), Everly gronda azione ironia e gore da tutti i fori, oltre al già citato Masochista è memorabile la scena in cui Salma si difende da un cane lupo facendolgli azzannare la gamba di un appena trapassato. C’è anche molta sensualità: anche se le scene iniziali di nudo (ebbene sì, ci sono) sono commissionate ad una evidente controfigura, la Hayek fa ancora la sua onesta figura in baby doll e slip e coscione di fuori. Un neo-action quindi, post gore e post exploitation, vincente perchè sovverte la struttura tipica e stantia del genere, con l’eroe che deve affrontare livelli di difficoltà successivi corrispondenti a livelli spaziali ascensionali, per arrivare alla vetta, cioè alla rocca del Nemico. Qui tutto è orizzontale, l’alcova è epicentro attrattivo di forze eterogenne che convergono magneticamente deflagrando.

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Il risultato è un’opera, non certo memorabile, ma sicuramente innovativa o reintepretativa, che riscalda i cuori a noi e a tutti quelli che non si accontentano del solito Keanu Reeves, e dei tardoni anchilosati come lui.

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2 pensieri su “Frida Kahlo abbatte John Wick

  1. Recuperato oggi. Nonostante sul sito dei Calci Casanova ne abbia parlato malissimo ho deciso di fidarmi del mio istinto e me lo sono recuperati. Il film è povero ma ha un bel ritmo, tiene botta meglio di quella mediocrità di John wick che difetta in un azione legnosa e troppo troppo troppo edulcorata. Divertimento leggero ma gustoso. Si guarda a Tarantino ed ovviamente è tutto molto più modesto della fonte d ispirazione ma tra i tanti cloni questo riesce almeno a far divertire.

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