Una Principessa vs. 43 gorilla


Uno dei pensieri più frequenti, mentre guardiamo i nostri amati film coreani, che siano sanguinose vendette o intensi drammoni, è questo: deve essere proprio difficile essere donna da quelle parti. La vita è dura, a prescindere dai sessi, in una società così violentemente capitalista: non molto dissimile dalla nostra, solo più esasperata. Per le donne lo è ancora di più, a Seoul il maschilismo è ancora, nel 2015, forte. Molto forte. E violento. Han Gong Ju è il debutto cinematografico del giovane Lee Su Jin, e non è solo un debutto (l’ha scritto diretto prodotto e montato) con i controcoglioni. E’ anche uno dei fari più lucidi e politicamente efficaci che si siano accesi in questi anni sulla condizione femminile in Corea. Lode eterna a Martin Scorsese che lo ha sponsorizzato con queste parole: “Ho molto da imparare da questo film, e aspetto con impazienza il prossimo lavoro di Lee Su Jin”.

Han Gong Ju - poster

La sceneggiatura è ispirata a fatti reali raccapriccianti ma Lee Su Jin ha evitato durante la stesura qualsiasi confronto diretto o intervista con i protagonisti, perchè quella  che voleva raccontare era la sua storia, la storia umanista di Han Gong Ju, 17enne, che in coreano significa, amara ironia, “una principessa”, ed è, chissà quanto per caso, lo stesso nome che aveva la co-protagonista di Oasis, il capolavoro di Lee Chang Dong.

han

La perfetta cronostruttura narrativa mostra due Gong Ju: una, quella presente, è scontrosa, introspettiva e malinconica, anche se il suo bisogno di sorrisi e affetto è malcelato. L’altra, quella che vediamo nei flashback del passato, è gioviale, sicura di sè, forte. Tra le due c’è un trauma, terribile, che viene raccontato col contagocce, con un perfetto timing cinematografico, fino alla piena rivelazione che, pur non essendo più una sorpresa, investe i sensi dello spettatore con devastante efficacia. Sullo stesso corpo oltraggiato dai lividi del dolore, si accanisce l’ottusa ostilità con la quale la società tratta le sue vittime, donne, adolescenti. E fa più male.

gong

La camera a spalla si appiccica alla protagonista, la studia, la accompagna, e anche se ne spia le lacrime, la rende forte e le fa coraggio.

– Sei mai stata baciata?

-43 volte. Ma non erano esseri umani. Erano gorilla.

La lotta della principessa inizia subito, una lotta gentile e sussurrata, “non ho fatto niente di sbagliato”. Quanto può essere faticoso imparare a nuotare quel tanto necessario a restare in superficie, cercare di aggrapparsi alla vita, all’amicizia e ai sorrisi? E quanta assurdità c’è nel peso di questa fatica, che può incredibilmente essere più insostenibile del peso della tragedia passata? Eppure la principessa lotta con tutte le forze, e la sua testa resterà a galla: questo film non è un inno alla speranza, è un inno alla lotta. E al potere della musica.

Han Gong Ju 4

I will light the match this mornin’ so I won’t be alone
Watch as she lies silent for soon light will be gone
Oh I will stand arms outstretched pretend I’m free to roam
Oh I will make my way through one more day in hell
How much difference does it make
How much difference does it make

 

Han Gong-Ju

Lee Su-jin

2014

 

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