Storie Pazzesche, il sedativo che fa tendenza


Musical a parte, i film a episodi sono le cose-cinema che faccio più fatica a digerire. Curiosamente, se devo nominarne uno oggi, il primo che mi viene in mente è Strane Storie di Sandro Baldoni. Certamente anche a causa del titolo, simile a Relatos Salvajes in versione italica: Storie Pazzesche. Una versione che ovviamente cancella la parola “selvaggio” e rassicura la nazione sostituendola con “pazzesco”. Il film di Baldoni, vent’anni fa, mi convinse assai: povero di mezzi e ricchissimo di idee e coraggio, abrasivo e grottesco, divertente/inquietante, in alcuni frangenti sconfinava quasi nell’horror. Mi è appena venuta voglia di rivederlo, e la colpa è del film di Damian Szifron. Gira voce che una delle serie tv che ha diretto in Argentina andasse in onda con stacchi pubblicitari che, a volte, sforavano i venti minuti di durata. E questo perchè Szifron pare fosse in sala montaggio a risistemare il girato, cambiare ed eliminare scene all’ultimo momento. Uno con le idee chiare e precise, insomma.

Relatossalvajes03-750x360

Scritto con l’evidente scopo di satireggiare sulla società argentina, ma con risultati grossolanamente universali; questo è uno dei tanti aspetti che rendono Strane Storie un prodotto migliore, e genuinamente glocal. (Si, insisto con questo non del tutto meritato paragone.) Gli altri bersagli sono gli eterni conflitti di classe e la guerra tra i sessi, la macchina infernale della burocrazia, e la violenza del genere umano che facciamo sempre più fatica a controllare (Uff, che palle. Appunto). I modelli sarebbero Un Giorno Di Ordinaria Follia, Tarantino e Bunuel: ma l’unico al quale Zsifron si avvicina è il peggior Almodovar.

Storie-pazzesche-2

Il migliore dei sei racconti selvaggi si intitola “Il Più Forte”, e pesca a piene mani dall’horror anni 80 e dal Duel di Spielberg, oltre che dai cartoons con Wile Coyote. Look e incipit da patinatissimo spot pubblicitario, è girato davvero bene, con virtuosismi tecnici impeccabili e un ritmo perfetto che lo scaraventa in un incubo nel quale le cinture di sicurezza, il crick e gli airbag si trasformano da optional ad arnesi letali. Felicemente privo di intenzioni politiche e di urgenza di lanciare messaggi, sarebbe stato un ottimo cortometraggio.

Foto 3

Il problema è che ce ne sono altre cinque, di episodi. Tutti noiosi, inzuppati di intenzioni politiche che si tramutano in demagogie assortite, che crollano rovinosamente nel populismo e assolutamente privi di qualsiasi slancio sovversivo, tenuti insieme solo dal vago comun denominatore della vendetta. Storie pazzesche usa il cinema di genere, gli mette addosso vestiti luccicanti, e senza mai disturbare più del dovuto, spaventare davvero o far ridere in maniera sguaiata (riuscendo però a farmi sbadigliare troppo), punta a dare, al grande pubblico mainstream, un’argomento trasgressivo di discussione all’uscita dalla sala. Mi meraviglio che non gli abbiano dato l’Oscar. Il talento registico è comunque evidente, Zsifron sa girare, e anche alla grande.

selvagg

Dategli una sceneggiatura degna di tal nome e farà sfracelli. O magari li ha già fatti con i due lungometraggi precedenti a questo, chissà.

 

 

Relatos Salvajes

Damian Szifron

2014

 

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...