The amazing Spider Baby


Quarant’anni prima di apparire nei film di Quentin Tarantino e Rob Zombie, Sid Haig era già Sid Haig: un nome che sembra uno slogan nazista pronunciato da un semianalfabeta. E’ diventato giudice in Jackie Brown,  Captain Spaulding nella Casa Dei Mille Corpi, e ha recitato in qualcosa come settanta film in più di cinquant’anni di attività. Il primo regista a sfruttarne il talento naturale è stato Jack Hill,  ed una delle prove migliori Sid l’ha fornita quando era venticinquenne, nei panni di Ralph: un bambinone ritardato, tenero e amabile, solito nascondersi in un montavivande. E’ preferibile, però, non lasciarlo avvicinare troppo a donne affascinanti, o gatti prima dell’ora di cena.

locandina spiderSpider Baby inizia weirdo, ma tanto weirdo che più non si può, con una strana canzoncina un po’ demente un po’ inquietante: The maddest story ever told. E la voce che raschia le parole, quasi come un talking-blues di Screamin’ Jay Hawkins, è quella di Lon Chaney Jr. mentre i titoli di testa animati sono simili a qualche cartone, proveniente dall’europa d’oltrecortina, di cui non ricordo il nome.  Di questo strambo oggetto musicale esistono almeno due cover recenti, una splendida dei Fantomas e una degli Accused. E Rob Zombie, se da regista si è ispirato molto a questo film per la sua Casa Dei Mille Corpi, lo ha parimenti omaggiato da musicista con i suoi White Zombie intitolando una canzone proprio Spider Baby (Yeah Yeah Yeah).

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Lon Chaney non si limita a cantare.  Quello di Bruno è un ruolo che evidentemente lo ha motivato tantissimo, forse consapevole che non avrebbe più avuto molte occasioni. Hill ricorda la sua determinazione e gli sforzi per restare (quasi) del tutto sobrio sul set, nonostante il suo irrimediabile alcolismo avanzato. La figura di Bruno è vicina a quella di Tod Browning: amorevole e protettivo nei confronti di una famiglia di (innocenti) psicopatici dementi smembratori stupratori assassini e cannibali, oltre che mangiatori di gatti, guardoni e depravati. Tutti affetti dalla rarissima sindrome di Merrye, che prende il nome proprio dalla famiglia raccontata nel film: un nucleo composto, forse totalmente, dai frutti di relazioni consanguinee.

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A parte il grandissimo Ralph, e altri due congiunti che restano nascosti in cantina per quasi tutto il film, a rubare la scena sono due sorelle adolescenti: la bionda Elizabeth e la bruna Virginia (l’esordiente Jill Banner, all’epoca davvero minorenne: l’alto tasso erotico del film è quasi tutto merito suo), lolite assassine dal fascino acerbo e irresistibile, che l’occhio di Jack Hill coccola e accarezza, trattandole con ammirazione, perchè, anche se non lo sa ancora, le due ragazzine cresceranno e diventeranno le eroine tostissime di Coffy e Foxy Brown.

lolispider

Il faccione di Lon Chaney, una location gotica, il bianco e nero, le ragnatele e le tavole di legno che scricchiolano, tutto sembra un omaggio al cinema dell’orrore classico. In realtà Spider Baby è materia sovversiva e dissonante, un film assolutamente folle e bizzarro ancora oggi: nonostante quasi tutta la violenza e il sesso siano off-screen, il sorriso perfido di Elizabeth è una cosa che resta nella memoria, come l’orecchio mozzato ad inizio film e custodito in una scatoletta di legno da Virginia, che si muove languida incontro agli spettatori, proprio come un ragno fa con la mosca.

 

Spider Baby

Jack Hill

1964

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