#scientology, l’opera struggente di un formidabile genio


Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi, e nuove astronavi per viaggi interstellari. La prova che le sorti dell’uomo non sono magnifiche e progressive sta nelle religioni dominanti, in particolare quelle monoteiste, che originano tra i 3.000 e i 1.500 anni addietro. Dopo, stop, nessun colpo di scena , nessuna verità rivelata, solo qualcuno in missione per conto del solito dio. Idem  tra i politeismi significativi, l’induismo è addirittura più obsoleto. Bisogna arrivare al ventesimo secolo, il secolo dei fumi, per trovare qualcosa di veramente nuovo, un tizio che si inventa una cosmogonia psicotica e su quella organizza un culto a pagamento, mica per ragioni trascendenti, semplicemente per evitare di pagare le tasse, ché le tasse, non l’inferno, sono la dannazione eterna per ogni capitalista del pianeta. Miei cari discepoli, lo avete capito, sto parlando di Scientology, cercherò di farlo con rispetto, con sospetto ed anche con un po’ di dispetto.

scientology uno

Lo spunto è dato dal documentario Going Clear, Scientology and the Prison of Belief, andato in onda su HBO ed acquistato da Lucky Red per la distribuzione cinematografica in Italia. Due ore di viaggio allucinante, tra immagini di repertorio e tante testimonianze, che ricostruiscono la storia della religione spaziale, senza riuscire a svelarne l’enigma del consenso. Confesso a voi cari che la mia cultura sul tema era limitata a Trapped in the Closet, la devastante puntata di South Park che inscenava l’origine del mondo secondo Scientology, e vi consiglio di recuperarla, perché davvero illuminante.

Scientology South_Park_Xenu

Il documentario di Alex Gibney, lungi dall’avere intenti satirici, è un atto d’accusa programmatico e aprioristico, parte dalla condanna ed esibisce prove a sostegno della stessa. Non è insomma, un’operazione alla Oppenheimer di The Act of Killing, dove la visione della realtà viene disvelata attraverso parola e racconto, qui la parola è veicolata su un binario avente origine e destinazione predeterminate. Si parte dalla figura di Lafayette Ron Hubbard, carismatico quanto Charles Manson, sinistro quanto Benedetto XVI, che da scrittore di fantascienza tascabile si trasformò in profeta dell’elettro-psico-metro (E-meter), sua invenzione personale: due barattoli di latta e qualche elettrodo per misurare elettricamente la massa tangibile dei pensieri, specie di quelli traumatici, e avviare l’adepto sulla via della progressiva  chiarezza, cioè una scala spirituale con un catalogo prezzi per ciascuno dei gradini da salire. Non ridete, ho detto che ci vuole rispetto.

e-meter

Tutto parte da lì, ma più che sulla salute mentale di Hubbard, di cui si è discusso ovunque fino alla nausea, sarebbe stato il caso di investigare sulle reali intenzioni  di chi si sottopone all’E-Meter, specie di quei VIP, trend setter, opinion leader che sono i veri apostoli della chiesa. Mi sfugge pertanto il senso reale dell’intervista a Paul Haggis grande accusatore, prodigo di particolari nel raccontare di aver subito coercizione psichica e di aver versato 250 k$ alla causa, laconico sulla ragione per cui lui, agiato e di cultura elevata, è diventato scientologista, forse per stress, o per curiosità, chissà. Anche le altre interviste descrivono esaustivamente i meccanismi di coercizione del sistema Scientology, la cui natura autoritaria e fanatica (Scientology come il nazismo, dice chiaramente Gibney) non è in discussione, ma non rispondono alla domanda delle domande, e cioè se Scientology vada considerata non una chiesa, ma una loggia, un’associazione segreta multilivello per perseguire interessi privati attraverso la sovversione e l’uso del potere. Nessuna risposta sul tema, quindi il mio dispetto.

cruise

Nonostante questa grave omissione, Going Clear regala uno squarcio di ombra, John Travolta seguace timido e autoreferenziale, e ben due lampi di sinistra luce: David Miscavige e Tom Cruise. Il primo, successore di Hubbard a capo dell’impero, è un derivato dal Jordan Belfort Lupo di Wall Street, anima nera, scheggia deviata dagli anni 80, sinapsi caricate a bigliettoni verdi, in grado di portare Scientology ad un fatturato di 3 bilioni di dollari, a 20 milioni di seguaci e ad avere  un controllo sui media pressochè totale. C’è un Miscavige in ognuno di noi, con tanto di spalline e pantaloni a sigaretta, e fa più paura del diavolo. La vera stella, la vera ragione per cui guardare Going Clear resta tuttavia Mission Impossible Tom, i suoi interventi alle convention tra squilli di tromba esplosioni e palloncini, il suo sorriso cibernetico mentre arringa le platee, e poi la storia della sua separazione da Nicole, il ripudio della moglie che la chiesa gli aveva fornito, la sua attività diplomatica verso altri mitomani altrimenti invasati (Sarkozy, Blair) per far riconoscere a Scientology lo stato di culto anche in Europa e quindi evitare che i suoi profitti siano sottoposti ad una tassazione laica. E qui, in ringkomposition, si ritorna all’inizio, che cioè tutto sto ambaradan abbia l’unica finalità di consentire una colossale, biblica, galattica evasione fiscale.

Meno male, allora, che Berlusconi si è limitato a scendere in campo, pensate un po’ se fosse salito su un altare.

berlusconi scientology

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