A girl walks home alone at night, forever and ever


Questa è stata una visione partita ad handicap multiplo:

– appena ho letto il nome di Elijah Wood inserito tra i produttori mi sono quasi arreso, negli ultimi tempi è un nome che si associa solo a schifezze assortite.

– l’accoglienza trionfale al Sundance è sempre un assordante campanello d’allarme. A volte falso allarme, ma insomma.

– un film di vampiri recitato in persiano? E diretto da una regista di origini iraniane? Ambientato in una città dell’Iran? Splendido, ho pensato. Peccato che il film sia girato in territorio statunitense, ambientato in una ipotetica città iraniana chiamata Bad City, da una regista nata in Inghilterra e cresciuta in California. E’ tutto finto, è tutto artefatto, pensavo.

– Jim Jarmush universalmente accreditato come fonte di ispirazione? Quindi devo aspettarmi un maestoso e suadente mattone come Only Lovers Left Alive?

Gli allarmi e gli handicap erano talmente tanti, che mi sembrava di essere circondato dalla banda di Azione Mutante nell’atto di sfondare la vetrina di una banca a mezzogiorno.

Però in testa avevo un’immagine, che da mesi mi faceva attendere questo film, e che mi ha spinto ad ignorare il fracasso. Questa:

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Non potevo resistere, una vampira in chador quando mi ricapita? Una vampira in chador che si muove su uno skateboard, perdipiù.

Sono bastati pochi minuti di visione, gli allarmi hanno cessato di suonare quasi subito. Ad ogni passo che facevo sulle strade desolate e silenziose di Bad City, tutti i suoni diventavano ovattati e scomparivano. Incrociavo puttane tristi. Pedinavo uno spacciatore/magnaccia fino a scoprire che si trattava del principale uomo d’affari della città. Mi incuriosiva poi l’espressione melanconica del giovanotto protagonista, un romanticone nato nella città sbagliata (Bad City appunto), ingenuo e simpatico, costretto suo malgrado ad accudire il padre tossicodipendente. Le ombre ricoprono tutti e tutto di tristezza e solitudine, finchè non appare Lei.

vamp

E le ombre diventano orrore, trasformano la solitudine in paura e la tristezza in sensualità. E questo film, che era iniziato benissimo magnetizzandomi al suo interno, si eleva di colpo. La ragazza è un personaggio di una potenza inedita e indimenticabile, una supereroina del mondo dei vampiri. Una capace di massacrare Wonder Woman in due minuti. E i suoi poteri sembrano derivare dallo chador, per noi che la ammiriamo e temiamo: ci è data infatti la possibilità di spiarla nel suo appartamento, mentre senza velo ascolta musica e balla, ed ai nostri occhi diventa una ragazza come tante. Eh, la musica. A Girl Walks Home Alone At Night è fortificato da una colonna sonora perfetta, ma non è questo il punto. Il punto è, come ha già sottolineato una nostra amica, la potenza che deriva dalla musica per merito dell’uso che ne fa la regista. Siamo, aggiungiamo noi, dalle parti di Xavier Dolan, tanto per rendere l’idea dello spessore palpabile che una canzone in particolare riesce a dare alla scena chiave del film.

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Ana Lily Amirpour non poteva esordire in maniera migliore, il suo film è pieno di amore per il cinema prima di tutto: ed è talmente forte e reale da farci ignorare tutti gli allarmi di cui sopra, tutta la cura maniacale per la messinscena, le inquadrature studiate nei minimi dettagli, gli occhi dei protagonisti cercati di continuo, il bianco e nero, e lo stile che inevitabilmente fa pensare a Jim Jarmush. Per quanto mi riguarda, questo film vale dieci Only Lovers Left Alive. La Amirpour ha costruito un immaginario, sulla carta spoglio e improbabile, e invece dotato di potenza e fascino sbalorditivi. Più ore passano dalla visione, più mi cresce nella testa. E ne voglio ancora.

A Girl Walks Home Alone at Nighttt

A Girl Walks Home Alone At Night

Ana Lily Amirpour

2014

 

 

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19 pensieri su “A girl walks home alone at night, forever and ever

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