#MiaMadre. Vi meritate Nanni Moretti.


Autoreferenziale, ipertrofico, edulcorato. Sparo subito il triplete, così sgombro il campo da equivoci e chiarisco il mio giudizio sull’ultimo film di Nanni Moretti. Avrei potuto usare un’altra triade, ruffiano, sgangherato, inutile, ma non intendo essere clemente, sono infuriato con lui e con il suo pubblico, che per decenni si è riempito la bocca di quegli aggettivi. Autoreferenziale, ipertrofico, edulcorato. E classista, urlatamente e nemmeno sottilmente. mia madre moretti 1 Mi risuonano nella mente le parole liete che Orson Welles dispensava su Woody Allen: “lo detesto, come tutti i timidi è un arrogante infinito, si prende molto sul serio per strappare qualche risata”. Io sono Orson, Nanni è Woody, uno che finge di mostrarsi al pubblico nella nudità dei suoi sentimenti più profondi, poi si vergogna, mica è sfrontato e impavido come Haneke e Von Trier, teme il giudizio spontaneo, quindi fa di tutto per orientare il consenso, infischiandosene della sceneggiatura, dei personaggi, persino della materia che tratta. Gioca a essere minimalista – ma Carver rispetto a lui è dio – e gli riesce malissimo, perché con la sua boria potrebbe essere nichilista, minimalista mai. Lui lo sa, si conosce perché ha fatto terapia, ed allora fa pronunciare dal suo alter ego Margherita Buy un’accusa generica contro la retorica dei giudizi e delle opinioni, facendo il verso deforme al se stesso glorioso, quello che sapeva essere cinico, iconoclasta, deviante, quello del “ma come parli? le parole sono importanti!”. mia madre moretti 2 Altro che sensibile, Intollerabile è invece, già nel trito ricorso al metacinema, stavolta per giustificare il definitivo abbandono delle tematiche sociali, mica è fiero e irriducibile com Ken Loach: la lotta di classe come un gioco delle parti a cui non crede più nessuno, a cominciare da lui, evidentemente pacificato sulla scia degli illustri opinion leader della sinistra girotondina, anzi, non opinion leader, ma maitre a penser, chè il francesismo lo tollerano meglio dell’inglesismo. Sono desolato, davvero. E mi dispiace anche per Margherita Buy che per interpretare Moretti intrepreta se stessa come in millanta film precedenti, restando sospesa tra il ridicolo e il reazionario. Ho pena di lei, molto più che di John Turturro, l’alieno, chiamato a interpretare non si sa bene chi e non si sa bene perché, nondimeno così calvinista nel suo gigioneggiare ramingo da regalarmi imprevisti irresistibili conati di risa. mia madre moretti 3 Nulla si salva, tutto va sommerso, persino la messa in scena, persino le inquadrature, la luce, il trucco: la mamma morente di male incurabile non è devastata ma angelicata, per vergogna e non per pudore, nel disprezzo di una qualsivoglia verità del dolore.Vorrei fermarmi qui, ma devo proseguire: non posso omettere la goffa solennità dei titoli di testa e di coda, scritte come epitaffi bianchi su sfondo nero, così come non posso esimermi dal condannare le battute che chiudono il film, il momento più basso del cinema italiano, credevo fossero uno scempio esilarante #daunideadifrancescopiccolo, invece vengo a sapere che sono tratte da una storia vera, o verosimile chissà, quindi non sono ridicole ma semplicemente grottesche. mia madre moretti Chiudo la sofferta invettiva con una constatazione: Nanni non è laureato, eppure qui interpreta un ingegnere, come ne La Stanza del Figlio interpretava uno psicanalista, quasi a voler significare che bisogna essere preparati per capire la sofferenza di cui parla. Classista, inguaribilmente classista. Che peccato.

P.S.: tanti amici social mi hanno fatto notare che Nanni nostro ha preso non una, ma ben 3 lauree prima che morisse mammà. Googlando sulla sua bio non ne ho trovato traccia, mi risulta invece che dopo il liceo abbandonò gli studi per fare il cinema. Aiutatemi a risolvere l’enigma, grazie.

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6 pensieri su “#MiaMadre. Vi meritate Nanni Moretti.

    • grande analisi, anche se antitetica alle mie posizioni ed alla mia idea di cinema. Una ulteriore conferma che Mia Madre è il film evento del 2015, poche volte in passato ero stato parte di una dibattito così acceso e partecipato

  1. Io di solito, se un film non l’ho visto, evito di commentare, perché mi sento fuori luogo. Solo che, in questo caso, si tratta di un film che non vedrò mai, perché io a dare i miei soldi a Moretti non vado neanche sotto tortura. Di più, non lo vedo neanche gratis, neanche pagata.
    E i motivi per cui non intendo sprecare due ore della mia vita dietro al film di Moretti, lo hai spiegato benissimo nel tuo post.
    E non serve vedere Mia Madre per sapere che ormai il regista è da (dieci? quindici?) anni a questa parte, la patetica caricatura di se stesso.

    • coem sei cattiva :). Io l’ho visto sabato scorso, di pomeriggio, unico under 50 in una platea di over 60, tutti intenti a carpire da Nanni il segreto della dipartita, manco si proiettasse Martyrs! E’stata una tortura, davvero, mi dispiace perchè anch’io ho amato Nanni, tanto tanto tempo fa

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