Tomorrowland, il futuro scritto dai vincitori


A volte mi fermo a pensare quanto futuro mi sono lasciato dietro, e quale. In un momento della mia esistenza qualcuno o qualcosa ha rivoltato la clessidra senza che me ne accorgessi, si può dire anzi che la mia consapevolezza vada ancora costruendosi granello dopo granello, materiale, irreversibile. Lo spettro delle possibilità ha cambiato aspetto, non è più la speranza il mio combustibile, è la redenzione, ammirate me che passo. Tomorrowland, di Brad Bird.

tomorrowland

Chiunque abbia studiato i rudimenti del marketing sa che se la crisi è di un prodotto, invece che di una singola marca, i venditori di quel prodotto cooperano per incentivarne il consumo, rinviando la concorrenza e la competizione ad una fase successiva. Bevi il latte, il latte fa bene diceva la famosa réclame, non bevi solo il latte di marca X.  Al cinema la faccenda è un po’ differente, dassi il caso che la Disney è attore globale, monopolista, unilaterale, quindi non ha da cooperare con nessuno quando decide di sostenere il consumo di un prodotto oramai in crisi, e questo prodotto, signori e signori, è proprio il futuro, con esso la speranza (leggasi fiducia dei consumatori). Una certa idea di futuro ovviamente, quello in cui la possibilità era in su, non in avanti, e il cosmo era solcato da capsule e navicelle marchiate stars and stripes. Erano i primi anni 60, c’era già stata l’Expo di Seattle dedicata ai viaggi nello spazio (1962), poi venne la fiera universale di New York del 1964, Peace through Understanding era il tema, e fu la più trionfale celebrazione del consumismo che abbia avuto luogo sul nostro pianeta. Tecnologia a piene mani e ottimismo a profusione, chè andava esorcizzato il mostro sovietico ed occorreva battere sul tempo, appunto, i coevi trionfi dello Sputnik comunista in missione intergalattica. Da qui parte Brad Bird, regista di alcuni quasi capolavori di animazione, ed il suo obiettivo è fare un’opera di futuro posteriore, immaginare cioè una nuova traiettoria rettilinea ascensionale a partire da quell’origine precisa. Nel tentativo, prometeico autoreferenziale, sarebbe supportato dalla scrittura di Lindelof padre di Lost, che non è autore rettilineo ma circolare quindi mira all’origine dell’origine, ed ecco infatti il riferimento al Rocketeer, il mito del backpack, lo zainetto con razzo a propulsione già nel film del 1991, marchiato Disney.

Rocketeer_The_quad_movie_poster_l

Il backpack si rifa agli eroici giorni della lotta ai nazisti, e fu usato davvero in un’altra epoca, nel 1984, alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi embargate di Los Angeles, quando un uomo con i razzi a tracolla volò ed atterrò nello stadio osannante, mentre  i Sovietici assenti atterriti e prossimi al crollo, guardavano alla TV. Il continuum ipotizzato, pertanto, è 1940 – 1962 – 1984, gli anni 80 diventano il presente dello svolgersi della narrazione principale: un’adolescente molto sveglia, Casey, a sua insaputa predestinata in quanto sognatrice, riceve una spilla misteriosa con il logo dell’expo di New York, e afferrandola viene proiettata in un mondo futuribile, o futuristico, la solita città verticale di pinnacoli e cuspidi e cristalli e acciaio veloce, che svanisce abbandonando la presa sulla spilla. Come l’Anello, come Frodo: cominciano le sue avventure, gli scontri con commando di androidi ridenti e terrificanti, gli incontri con una bimba robot messaggera e quindi con Frank Walter – George Clooney, che nel 1964 era un bambino prodigio e nell’oggi della vicenda è un eremita disilluso.

los angeles 1984

Casey e Frank si uniranno per salvare, non questo mondo che effettivamente è alquanto compromesso, ma la possibilità di un mondo diverso, per farlo dovranno tornare all’origine dell’origine dell’origine, cioè a Parigi, in quanto gli Stati Uniti originano dalla rivoluzione Francese ed è da lì parte il tempo (rsvp The Edge of Tomorrow), su un razzo decolleranno dalla Torre Eiffel per teletrasportarsi nella stazione Alfa del futuro, che trasmette segnali psicotelevisivi distopici atti a formare intere generazioni di gufi, con il pessimismo – cosmico, è il caso di dirlo – nella testa e negli occhi. Lo scontro decisivo buoni verso cattivi avviene in una stanza di comando d’antan, che sembra il quartier generale della Spectre ma guarda anche al mondo impossibile di Austin Power, molta ironia ma anche un pizzico d’orrore, il nemico non è un alieno nè uno straniero, è un americano che guarda indietro invece che avanti, con gli incubi nella testa al posto dei sogni.

tomorrowland

Alla fine i nostri eroi ce la faranno, cioè, ce la farebbero: sembrerebbe che il sistema possa essere riavviato e che ci siano sognatori ovunque nel mondo, con inquietante prevalenza del continente indiano stando alle tipologie antropologiche visualizzate, pronti a cogliere la sfida della spilla e a tornare ad immaginare il migliore dei futuri occidentali possibili, con la tecnologia, con il consumismo univoco, unidirezionale, revisionista e autoassolutorio, come la Disney. Solo che, nel frattempo, è lo stesso film ad essere imploso, gravato da una scrittura inutilmente e  didascalicamente  borgesiana, che ne compromette le pur apprezzabili esibizioni visionarie, sicchè il  futuro rottamato e rigenerato, più che roseo come un nuovo umanesimo, resta plumbeo come una tecnocrazia autoritaria. E pavloviana, persino.

Tomorrowland-nuovo-trailer-internazionale-spot-tv-featurette-e-poster-del-film-Disney-2

ATTENZIONE: SPOILER !!!

Alla fine della sarabanda. a noi che restiamo terrorizzati dal tempo, giunge un messaggio di morte anziché di vita: i bambini, il futoro che verrà, sono tutti lì, smarriti tra le spighe mosse dal vento, all’alba di una nuova era. Children of Men, o Children of the Corn?

Advertisements

2 pensieri su “Tomorrowland, il futuro scritto dai vincitori

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...