Eraserhead: we need to talk about David


Il sogno di tutti noi cinefili è che i grandi registi siano amati come idoli, venerati come oracoli, adorati come dei. Dalle folle osannanti intendo ed in pubblica agorà, non da quattro puzzoni al chiuso di sordidi cineclub suburbani. Ebbene, il sogno sta diventando realtà sotto i nostri occhi, solo che facciamo fatica ad accorgercene perché a noi interessano le visioni del lato oscuro, alle masse interessa la via verso la luce. Riporto, paro paro, dal Corriere.it: “Folla di fan a Milano per ascoltare il regista di culto David Lynch. Il filmmaker ha incontrato il pubblico al Teatro dal Verme per parlare di meditazione trascendentale e della possibilità di introdurla nelle scuole anche in Italia, così come già accade in 50 paesi nel mondo. Da oltre 30 anni Lynch pratica la meditazione trascendentale.” Moltitudini che accorrono non a guardare Lynch, ma ad ascoltare Lynch, il suo sermone per introdurre nel decreto legge de #Labuonascuola la fondamentale,non procrastinabile meditazione trascendentale. Agli psionici più evoluti, inoltre, non può sfuggire cheil culto di Lynch sia celebrato in un luogo consacrato al Verme, essendo il Verme simbolo sommo del suo credo, ovunque nello spazio filmico a cominciare dalla genesi del 1977, da Eraserhead.

Esaserhead, come tutti i testi sacri, semplicemente prescinde: dalle ispirazioni, dalle recensioni, dalle spiegazioni, dalle imitazioni.Lynch, all’apice della sua criptica ironia, afferma che è il suo film più spirituale, scaturito dall’alienazione della sua condizione proletaria a Filadelfia, e assicura di non aver fatto ricorso a sostanze psicotrope per partorirlo. Girato nell’arco di 60 mesi solari, in un bianco e nero messianico, ambientato all’origine del mondo (archeologia industriale giurassica) o alla fine dei mondi (rumori macchine e degrado), Eraserhead narrerebbe di Henry Spencer, occhi da mostro di Dusseldorf e capelli da Joy Division, che sogna vermi – appunto – e crateri planetari e manovratori compulsivi. Henry ama carnalmente Mary, la famiglia di Mary vive in un tugurio ai confini del mondo, il papà cucina polli zombi, la nonna è una mummia che sbatte le palpebre e fuma, la madre è un’ indomita ninfomane. Henry impalma Mary,nasce un figlio vermiforme,come un piccolo Giorgio Napolitano concepito da H.R. Giger, che frigna fantozzianamente da mane a sera. Mary abbandona il tetto coniugale, Henry si ritrova con l’esserino nella sua casa arredata in stile Gabinetto del Dr.Caligari, in compagnia di una donnina piccina piccina che alberga tra i tubolari del radiatore cantando del Paradiso. Gran lavoratore di tipografia Henry, mail 27 per lui non è il giorno di paga, è il civico a cui abita quel gran pezzo della sua vicina, lui la vorrebbe pure ma dal buco della serratura le vede flirtare con una faccia da cabarettista del Bagaglino, si sente un verme e per la rabbia, e per esplosione, perde la testa. Decide di cambiare il pannolino per la prima volta dopo anni al piccolo Giorgio Giger, e l’enorme quantità di cacca contenuta sommerge e distrugge tutto il pianeta. Soccombe anche il Gran Manovratore – quello compulsivo di cui sopra, non il fu Presidente della Repubblica, mentre cerca inutilmente di azionare le leve che consentirebbero di far cambiare aria all’ambiente.

david lynch. 2jpg

Così il racconto, stirato e banalizzato per venire incontro alle nostre limitate capacità mentali. Lui, Lynch, se ne definisce mero esecutore materiale, si sarebbe semplicemente limitato ad aprire la Bibbia a caso, a leggere un verso magico e poi a scrivere di getto 20 sudicie pagine, guidato da una manina invisibile.  Quale sarebbe questo verso?  Massima omertà da parte del regista, segreto istruttorio come e più degli enne segreti di Fatima, e caccia al mistero aperta worldwide, con le falangi cristiane corazzate pronte a scannarsi per capire interpretare ed appropriarsi delle parole filosofali. Niente di niente;alcuni avevano scandagliato il libro del Levitico, altri il Deuteronomio, altri ancora Timoteo, ma i versetti in essi contenuti non sembravano parlare di Henry, poi, qualche anno dopo la sua sibillina dichiarazione, Lynch ha dato un aiutino ai cacciatori, dicendo che il verso è contenuto in uno dei 46 libri dell’Antico Testamento. Ma certo, è il Libro di Giobbe!, hanno gridato i lynchiani (Book of Job in inglese, potrebbe anche significare Libro del Lavoro).  Questo il verso-ispirazione individuato:”Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse: «E’ stato concepito un uomo!». Quel giorno sia tenebra, non lo ricerchi Dio dall’alto, né brilli mai su di esso la luce”. E ancora, di seguito :”Così, al posto del cibo entra il mio gemito, e i miei ruggiti sgorgano come acqua,perché ciò che temo mi accade e quel che mi spaventa mi raggiunge. Non ho tranquillità, non ho requie, non ho riposo e viene il tormento!”.

ERASERHEAD - UK Poster

Parole in libertà, come queste altre, “un sogno di avvenimenti oscuri e pericolosi”, pronunciate dallo stesso Lynch, dove la pericolosità afferirebbe le difficili operazioni chirurgiche che stava affrontando la sua diletta figlia, Jennifer Chambers, nata nel 1968 con gravi malformazioni ai piedi e presente in alcune delle scene del film (del 1971, il primo anno di girato), poi tagliate in fase di final cut. Noi, come al solito, andiamo controcorrente e crediamo che Lynch abbia sempre scherzato, intendendo attribuire al Divino Paranoico non la paternità della sua opera, ma le sue fortune successive. E’ noto infatti che Eraserhead, uscito in sordina, d’un tratto attirò le attenzioni di Hollywood, per vece di quel satiro di Mel Brooks, che volle David con sè a girare The Elephant Man e gli aprì di fatto le porte del Paradiso. Un miracolo, considerato che Eraserhead, per quanto strambo, era un midnight movie nei canoni e negli stilemi (la sessualità, la deformità, l’incubo), un b-movie a tutti gli effetti, che sarebbe stato destinato allo stesso culto minore riservato al consimile El Topo. Non fosse arrivato Mel, David avrebbe girato Baby Killer 2 e 3, collaborato con Brian Yuzna e Roger Corman, innalzato la Troma a vette trascendenti. Chiamateci blasfemi se vi pare, noi continueremo imperterriti ad amare Eraserhead per quello che non è stato, e ad adorare i freak bastardi che ha generato, come Begotten di E.Elias Merhige, come The Saddest Music in the World, o Tales from the Gimli Hospital entrambi di Guy Maddin. Di questo avevamo bisogno, di un vero grande Dio del Popcorn (feat. Joe Lansdale), non dell’ennesimo predicatore da palasport.

(Tratto da Nocturno n.152)

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