King of the Ants, di Stuart Gordon


Take it easy, che è una visione del mondo, diversa da keep calm, che è una reazione. La semplicità è un istinto, è coraggio innato quindi animale, si fa beffe di trucchi e belletti e fila come un treno, più di un treno, in traiettoria lineare oppure arcuata colpisce il centro del bersaglio. La semplicità è una difesa e un attacco, bisogna essere duri senza mai perdere la semplicità. Non è una lezione americana perché rifugge teorie e didascalie, la semplicità è uno stato di grazia, come in cielo così in terra. King of The Ants, di Stuart Gordon.

king of the ants 3

Stuart Gordon è un apostolo della semplicità, ovviamente suo malgrado perché la semplicità possiede e non è posseduta, le sue opere sono deliri visionari in cui satira, ironia, cinismo, truculenza, sesso feticista si amalgano in percentuali variabili, senza che mai un ingrediente risulti eccessivo, o abusato. Stuart ha studiato all’università, ha fatto anche teatro, eppure prescinde da sovrastrutture e costumi di scena, solo si porta dietro una fascinazione intrinseca per la quarta parete, per gli ambienti chiusi dove la sua follia immaginifica esplode e travolge lo spettatore, in un caleidoscopio di sangue e di nuova carne.

king of the ants 4

Gli tocca d’essere ignorato dai più e adorato da cerchie ristrette di satiri subumani quali noi che sbaviamo e scriviamo, nondimeno è un padre del cinema contemporaneo come lo è Brian Yuzna, come lo sono Joe Dante e John Landis, i due amiconi con i quali comparirà nell’antologico Tales of Halloween, come lo è John McNaughton. La sua è una danse macabre, un passo verso Poe, una giravolta verso Lovecaft, un volteggio verso Hitchcock, un inchino sornione a Lucas, Che spettacolo, che gioia. In King of the Ants c’è un grigio proletario che fa l’imbianchino ma ha sempre sognato di fare l’investigatore privato, the Private Eye, nell’accezione più voyeuristica e feticistica del termine. Lusingato e assoldato (turplinato) da una banda di balordi palazzinari, ci metterà meno di un secondo a diventare prima segugio poi killer, per uccidere a colpi di frigorifero un loro pericoloso integerrimo rivale, lasciando vedova una mogliettina tutta sex appeal  – e che sex appeal – ed esercito della salvezza.

king of the ants 2

Ingannato dai suoi mandanti, viene dagli stessi braccato e segregato in un casolare sperduto, qui torturato a colpi di mazza da golf sul cranio affinché possa rivelare il nascondiglio dei documenti sottratti alla vittima, ma niente, lui non cede, tumefatto non cede, lobotomizzato non cede, devirilizzato non cede, anche quando le sue allucinazioni cominciano a divorargli la mente dall’interno, tra corpi metà donna e metà Rocco Siffredi e creature blobbose che sembrano cibarsi delle sue stesse viscere. Riesce a scappare grazie ad uno stolido amico, torna in città derelitto e sfigurato per essere soccorso e ristorato da quella dolente caritatevole cerbiatta che se lo porta a casa e a letto, lui si sente rinato (Re-Animator, Re-Born) ma fa un errore e lei scopre tutto, allora via, altro omicidio, fino all’apoteosi finale, la resa dei conti con i maldidos che hanno dato la stura alla sua ordinaria follia, è giù esplosioni, teste mozzate, torce umane, martellamenti. Così, semplice semplice, tutto serrato in 90 minuti circa, inquadrature e audio così intrise di dettagli da sembrare un continuo easter egg, un modo di girare che stravolge le regole dell’horror e dell’action colorandolo di porno-soft o viceversa, tutto in barba del politically correct ed anche della verosimiglianza, ma è proprio questo il valore, se uno storyteller ci fa sospendere l’incredulità allora vale tutto, lui può tutto.

king of the ants

In questo (not so) Cold July, asfissiati e bagnati e morsicati, fate come noi, take it easy, mettete su uno Stuart Gordon qualsiasi e pensate a male, immaginate a male, vedrete, sarà un piacere infernale, e senza nessun senso di colpa.

Annunci

2 pensieri su “King of the Ants, di Stuart Gordon

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...