Vittorio Gassman, il Mattatore.


Vittorio alloggia all’hotel Continental con sua moglie Nora. Bussano alla porta, e due soldati in nero armati di mitra gli chiedono di seguirlo. Sono gli anni ansiosi e inquieti della Repubblica di Salò, tutti rischiano ritorsioni, deportazioni, torture. Gassman si veste con una calma surreale, mentre sua moglie resta a letto impietrita e pallidissima. Appena usciti in corridoio, spunta Osvaldo Valenti che lo accoglie con una risata e una manata sulle spalle. Il Valenti è un cliente abituale dell’albergo, arruolato nella X Mas, che dopo questo scherzetto se ne va con i due soldati. Verrà in seguito fucilato dai partigiani, accusato di collaborare con i torturatori della banda Koch: in realtà, le sue frequentazioni dell’allegra compagnia erano motivate dall’uso smodato di cocaina, che la banda spacciava. Quando Gassman verrà a sapere della sua fine, penserà più all’epilogo di un film che ad una vicenda reale…

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Dieci, cento, mille Vittorio Gassman. Dalla nascita, bimbo sottopeso con piedi grandi, al teatro quasi imposto da sua madre; dalla sua eterna fissazione per l’igiene alla lunga lista di donne frequentate (“il cazzo non rispetta le gerarchie” disse quando abbandonò Ava Gardner nel bel mezzo di una conversazione per inseguire un’attricetta anonima ma, evidentemente, più affascinante); dall’impresa ambiziosa del Teatro Popolare Italiano – progetto maestoso di teatro itinerante, una delle tante avventure nelle quali Gassman perde un sacco di soldi – all’ultimo palco calcato in vita, a Buenos Aires, nel 1999; dalla incredibile e autoironica partecipazione ad Avanzi alla brutta bestia della depressione.
E poi il cinema: “la prima parte della mia carriera cinematografica? Quindici anni di boiate.” Una delle sue solite frasi ad effetto, neanche tanto lontana dalla verità, in effetti. Dopo quei quindici anni di boiate, però (compreso un periodo da incubo ad Hollywood durante la caccia alle streghe del Maccartismo), Gassman incontra Mario Monicelli. E la storia cambia.

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Mattatore. Vita e parole di Vittorio Gassman” esce per la Bradipo Libri, ed è firmato da Roberto Bosio, che aveva già trattato la materia pochi mesi fa con il libro “Muoiono solo gli stronzi” dedicato a Monicelli. Mattatore è una lettura molto divertente e coinvolgente, che finisce troppo presto. Bosio cuce insieme testimonianze e aneddoti, lasciando spesso la parola proprio a Gassman, e la scelta è vincente: il ritratto (i cento ritratti) che ne scaturisce, dopo la lettura, è profondo, appassionato, sincero.

“Mai avuto tentazioni omosessuali?”

“Gli uomini come macchina biologica mi ripugnano. Se n’è parlato spesso con Dino Risi, mio grande amico e cacciatore di donne. E’ un peccato, ci dicevamo, che tra noi non possa esserci una storia d’amore, quanto sarebbe bello se non ci facessimo fisicamente schifo. Abbiamo persino progettato i viaggi che avremmmo potuto fare insieme”.

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