Muoiono solo gli stronzi: Mario Monicelli è vivo


 

1977. Lo scrittore Alberto Arbasino conduce il programma televisivo Match: in studio a fronteggiarsi Nanni Moretti e Mario Monicelli. “Un Borghese Piccolo Piccolo non è un film cattivo, è un film molto ambiguo, secondo molti reazionario, anche secondo me… Il giustiziere della notte, Sordi che tortura uno, tutto il sangue…”

“Adesso si sta parlando, da un anno, di un film che tu hai fatto, che nessuno ha visto o che pochissimi hanno visto (Io sono un autarchico). Hai avuto la fortuna che ne hanno parlato tutti, se ne è parlato in televisione: ma guarda che il tuo film è grazioso, niente di più. Invece si è creata questa cosa per cui tu adesso sei l’esponente della nuova regia italiana, della nuova nouvelle vague italiana. Non è vero! Sei stato il press agent più straordinario che ci sia nella gioventù italiana dai quarant’anni in giù, credimi. Che il film poi sia grazioso, siamo d’accordo: ma ti assicuro che è molto meno di quello che tu credi.”

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Novantacinque anni sul pianeta Terra, settanta dei quali nel cinema. Centocinquanta film, battesimo e funerale della commedia all’italiana compresi. Una commedia che aveva sempre un’ombra di tragedia e di morte dietro le risate e i sorrisi, perchè è la vita stessa ad essere tragicomica. All’età di 85 anni, quando tanti vecchietti finiscono nelle case di riposo, decide di andare a vivere da solo. Perchè è vero che la vita va vissuta fino in fondo, ma solo fino a quando non smette di essere vera e dignitosa.

Roberto Bosio ripercorre le tantissime tappe della lunga storia del maestro, senza sviolinate e nemmeno una parola di troppo. Precisa e ricca di aneddoti la sua storia professionale, tante le tracce che vanno a comporre il quadretto caratteriale di un uomo difficile e restio a concedersi, un gran bugiardo capace di mentire anche sulla sua data di nascita. Centoquaranta pagine arricchite da foto bellissime.

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Alcune delle piccole storie che compongono la grande storia di Monicelli meriterebbero di essere trasformate in immagini, in cinema: come quella ambientata nel dopoguerra, quando i bar romani di via Condotti, piazza di Spagna, via del Corso diventarono gli uffici di gente come Monicelli, Scola, Fulci e tanti altri registi e sceneggiatori, che vivevano tutti in camere ammobiliate piccole e senza riscaldamento. Entrando in uno di quei bar, capitava sempre di vedere un gruppo di persone che scriveva una commedia a un tavolo, mentre ad un altro nasceva un melodramma. Un amico si sedeva e tirava fuori due battute? Il suo nome finiva nei titoli di testa come sceneggiatore! E quando per rispettare le consegne si tirava tutta la notte al lavoro, in una camera d’albergo, a qualcuno veniva in aiuto la simpamina, un derivato dell’anfetamina venduto in farmacia senza ricetta fino al 1972…

Roma 29 Nov 2010. Il regista Mario Monicelli si è ucciso lanciandosi dal quinto piano del reparto di urologia dell'ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato. Nella foto Mario Monicelli nella sua casa nel quartiere Monti di Roma

“Ho dieci strofe per lasciare un bel ricordo
Ho dieci piani che mi aspettano giù in fondo
E sono certo in pochi possono capire
Ma davvero io son felice di morire
Ho fatto tutto quello che dovevo fare
Ed ho sbagliato per il gusto di sbagliare
Son stato sveglio quando era meglio dormire
E ho dormito solo per ricominciare
Son stato solo tutto il tempo necessario
A guardare gli altri, non per fare il solitario
Ed ho creduto in tutti per quel che ho potuto
Mi son rialzato sempre dopo esser caduto
Ho preso in giro solo quelli più potenti
A loro ho preferito sempre i pezzenti
Me ne son fregato dei giudizi della gente
Nessuno giudica se è un poco intelligente
Ne ho amati molti perchè lo volevo fare
Tanti ne ho odiati ma anche loro per amore
Ho preferito Gesù Cristo a suo padre
Anche se entrambi non li voglio al funerale
Ho scelto tutto quello che volevo fare
E ho pagato ben contento di pagare
Perchè la scelta in fondo è l’unica cosa
Che rende questa vita almeno dignitosa
E quindi scelgo di saltar dal cornicione
Come un gabbiano, falco o piccolo aquilone
Come un’aereo, una falena, un pipistrello
Che vola alto invece ora è un misfacello
Ho scelto te per dei motivi misteriosi
Siam stati accanto per giorni meravigliosi
E lo sai bene che lo faccio per natura
Non rivederti più è l’unica paura
Ai ben pensanti che lo trovano immorale
A quelli che lo leggeranno sul giornale
Alle signore bocca larga e parrucchiere
Chi non mi lascia farlo in altre maniere
Io ho scelto esattamente tutto quel che sono
Senza la scelta io la vita l’abbandono
Ho scelto tutto, tutto tranne il mio dolore
Lo ammazzo io e non c’è niente da capire

 

 

 

 

 

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