Black Mass. Chiamate l’Esorcista!


Su Wikipedia c’è una ricchissima pagina dedicata a James Joseph “Whitey” Bulger Jr., che tra gli anni settanta e ottanta è stato il boss della mafia irlandese di Boston. Aveva un fratello senatore, è stato per dodici anni nella top ten dei ricercati dall’FBI – appena sotto Bin Laden -, e proprio dell’FBI è stato informatore ai danni della mafia italiana. E’ una lettura consigliata agli appassionati di storia criminale e intrecci loschi, che ripercorre la carriera criminale di Whitey, i suoi metodi viscidi, il traffico di droga, gli omicidi e i rapporti con l’I.R.A. E anche qualche aneddoto curioso: nell’estate del 1991 Whitey e tre suoi amici si ritrovano per le mani il biglietto vincente della lotteria dello stato, venduto in uno dei suoi negozi! Insomma, una lettura interessante e avvincente, che può durare dai dieci ai dodici minuti. Nel film Black Mass i minuti significativi sono invece 0,5: il tempo necessario a scorrere con gli occhi le quattro frasi in croce che appaiono alla fine della pellicola. Eppure Johnny Depp al box-office non apriva con un weekend così positivo da quattro anni,  allora furono i Pirati dei Caraibi a riscuotere cotanto successo. Per uno che becca 20 milioni a film, non è comunque una buona media.

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Che Scott Cooper sia un regista a dir poco retrò lo sapevamo: Crazy Heart e ancora di più Out Of The Furnace – che è piaciuto solo a me – sono talmente classici da scivolare quasi nel reazionario. Ma questo Black Mass non è solo vecchio, è proprio cadavere marcio. Interminabile, piatto, privo di qualsiasi guizzo e ragione di esistere. Cooper voleva mostrare la banalità e l’orrore del male, riducendo il superboss ad una figura priva di personalità e carisma, oltre che di umanità? Si è volutamente sforzato di restare asciutto e lontano dagli spettacolari capisaldi del gangster-movie? E allora perchè li scimmiotta solo nell’uso della musica? Boh. Il risultato non cambia. Di certo mostra un’irresistibile vena comica, quando dichiara in un’intervista che Black Mass avrebbe potuto facilmente diventare una serie per Netflix della durata di otto ore ed oltre. (Che poi potrebbe anche essere vero, purchè con un altro regista.)

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Johnny Depp è truccato da Benjamin Button con l’aggiunta di due occhi color ghiaccio, e sarebbe stato perfetto se inserito tra le trecentomila comparse-walkers della prima puntata della sesta stagione di The Walking Dead. Peter Russo e Benedict Cumberbatch sono le uniche note positive, ma totalmente fuori contesto e sprecati, come Kevin Bacon e Juno Temple: quando appaiono loro, sembrano estratti da altri film e appiccicati a caso sulla pellicola.

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Il danno peggiore, forse, Cooper l’ha fatto al cinema e alla sua storia, se è vero che l’uscita di Black Mass ha rallentato e messo in seria difficoltà la nascita di un progetto analogo di Ben Affleck. Lui si, che avrebbe saputo raccontare questa storia come si deve.

Una giusta politica di riduzione del danno ha permesso invece alle nostre tasche di non uscire troppo avvilite dalla proiezione: se c’è un film che giustifica CinemaDays, ovvero i biglietti a 3 euro in tutte le sale, è proprio Black Mass.

2 pensieri su “Black Mass. Chiamate l’Esorcista!

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