La rivolta delle gladiatrici


Margaret Markov, Lucretia Love, Marie Louise Sinclair: tre validi motivi per guardare La Rivolta Delle Gladiatrici. Recitano il ruolo di giovani e bellissime schiave rapite dai romani, e il terzetto in realtà è un quartetto, completato dal motivo principale per il quale questo film va guardato, e cioè lei, Pam Grier, in tutto il suo splendore. Come se le quattro non bastassero, la galleria di donne da favola è completata da Rosalba Neri, spetta a lei il ruolo di severa educatrice delle schiave, ed è bravissima a fare la cattiva.

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Sono donne forti e sexy, per le quali è impossibile stare a cuccia e obbedire agli ordini. Si ritrovano pertanto a combattere nell’arena dove di solito si sfidano e muoiono i gladiatori, dove il pubblico assetato di sangue vuole che le donne vadano fino in fondo, uccidendosi tra loro. La rivolta è vicina, e i riferimenti a Spartacus sono precisi: viene nominato diverse volte dai romani.

Serie B da applausi: sangue, avventura, umorismo e belle donne poco vestite, oltre ad un’ottima rappresentazione degli schiavisti, che al minimo segnale di pericolo se la fanno addosso dalla paura. Peplum, exploitation e woman in prison in un colpo solo. Garantisce la produzione di Roger Corman e la doppia regia Joe D’Amato/Steve Carver (in America distribuito con il titolo The Arena).

THE ARENA, Pam Grier, 1974

Esce in dvd per la CG Entertainment, arricchito dallo speciale “Le gladiatrici dell’anno 1974” e da alcune scene inedite tagliate.

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