Insidious: Chapter 3. The end is the beginning is the end


Alla prima comparsa dell’ectoplasma, Queen fa fiasco all’audizione. Alla seconda, Queen finisce sotto un’auto. Sembrerebbe uno strascico di Final Destination, invece Insidious Chapter 3 è un percorso itinerante in un tunnel degli orrori, attraverso citazioni e strizzatine d’occhio ai classici del genere, da L’Esorcista, a Shining, da The Gift a The Others, deviando per Ghostbusters per arrivare all’ovvio Poltergeist. Dirige e scrive Leigh Whannel, collaboratore storico di James Wan nella creazione di questo franchise che lo vede anche tra gli attori principali, nonché cosceneggiatore del corto che ispirò gli Enigmisti.

Insidious-Chapter-3-Movie-Poster

Esordiente alla regia ma a denominazione di origine controllata – è australiano, come gli horror più audaci e innovativi del nuovo millennio – , Whannel  è ascritto dalla stampa USA allo Splat Pack, un gruppo di registi dedito ai “brutally violent horror film”  (Wan, Zombie, Roth, McLean, Aja, Marshall sono gli altri della compa): la sua dichiarata idea di cinema mescola le suggestioni del sempre seminale Blair Witch Project alla intro/retrospezione di Memento, Run Lola Run e Pi. Fin dall’incipit è chiaro l’imperativo di Whannel: abbassare i toni ed alzare il volume quando serve, girare una storia semplice semplice imperniata sulla giovinezza e la vecchiaia, l’amore e la vita e la morte, il ricordo e la sopravvivenza. Al modo di Ti West insomma, a patto di prendere il paragone per complimento. Gli eventi avvengono qualche anno prima delle vicende narrate nei capitoli 1 e 2: Queen è il corpo, ingessato ma puerulo e gustosetto, bramato dal demone di turno, il Signore degli Areatori (copyright Dikotomiko), con l’orrido volto coperto da una maschera d’ossigeno che fa tanto Darth Vader, birbone e spaventevole e malintenzionato.

insidious_chapter_three_poster

La giovane è confusa perché ancora scossa dalla morte cancerosa della mamma, ad aiutarla la stessa medium degli Insidious 1 e 2, Elisa Rainier, in versione “zietta della porta accanto”, che sarebbe già  in pensione, non fosse che da grandi poteri derivano sempre grandi, ineludibili responsabilità. Elisa dicotomicamente divide l’aldilà nel mondo della Luce e nel mondo del Buio: l’oscuro Altrove dove si mette a cercare assume le ingannevoli sembianze del passato e dei trapassati, lei con difficoltà e movenze alla Gandalf il Grigio riesce a destreggiarsi tra le insidie che Lord Daikin le apparecchia, ma da sola non riuscirebbe a salvare la già demiposseduta Queen. La aiutano i cari vivi: il padre di Queen e due blogger nerdissimi finti ghostbuster , Specs (lo stesso Leigh Whannel) e Tucker, che reincontreremo dopo, nei precedenti sequel di questo prequel. La aiutano pure i cari morti, perché per battere il Demone ci vuole un angelo, e che angelo! Al box office il Capther 3 ha superato i 100 mln$, buon risultato ma in calo rispetto al secondo capitolo: nell’attesa di ulteriori sviluppi, chiudiamo con un “tutto bene ciò che continua bene”, perché i demoni sono come gli esami, non finiscono mai.

 

[post pubblicato sul num.155 di Nocturno]

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