Men & Chicken. Mads Mikkelsen al Freakshow


Gabriel ha un tic alquanto bizzarro che gli fa emettere versi simili a quelli di una civetta. Elias è perennemente arrapato, al punto da doversi necessariamente masturbare di continuo. Gabriel ed Elias sono fratelli, e hanno entrambi il labbro leporino. Men & Chicken di Anders Thomas Jensen è una commedia perversa e nerissima, capace di sfiorare con leggerezza e simpatia i confini più estremi della bestialità, che ha sfondato al box-office di casa non solo perchè c’è del marcio in Danimarca. E non solo perchè c’è sua maestà Mads Mikkelsen a troneggiare sulla locandina con aria smarrita.  Men & Chicken è un gran film, punto.

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All’età di 43 anni, Anders Thomas Jensen ha scritto più di 40 film. E’ assodato insomma che viva sotto una scrivania, dorma due ore a notte e probabilmente emette strani versi gutturali per richiamare l’attenzione della sua segretaria quando termina uno script. Per quanto scomoda e distorta, evidentemente è una prospettiva prolifica e (mal)funzionale, e la visione del mondo derivante è teneramente bizzarra. Chissà se si affaccia in pigiama a spiare i vicini, prima di delineare i leggendari e sbilenchi componenti della sua galleria di personaggi. Tra le migliaia di danesi che hanno riempito le sale per questa sua ultima regia (la quarta, a distanza di dieci anni dalla penultima), qualcuno potrebbe essersi riconosciuto in Elias. Confessa, A. T. Jensen: sei uno spione!

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Nonostante i chiarissimi rimandi alla sci-fi oscura – primo tra tutti il Wells dell’Isola del Dottor Moreau – e all’orrore straclassico (i terribili segreti custoditi nello scantinato), e nonostante la storia precipiti sempre più nell’ultraweird ad ogni minuto che passa, a risaltare è innanzitutto lo sconfinato amore che Jensen nutre per le sue creature malate (e mica tanto surreali: nei paesini di campagna danesi ne ha conosciuti parecchi, dice), un amore paragonabile a quello di Kaurismaki per i suoi eroi dropout. Le sue forti, grottesche e abituali sferzate alla Danish Way Of Life non risparmiano governo, psicoterapeuti, bizzarri disturbi sessuali, e rendono unico e memorabile quello che in fin dei conti è un semplicissimo e sincero inno alla vita (“life is life, and the alternative is never to be preferred”).

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Ed è questa, molto più de Il Sospetto o The Salvation, la definitiva prova della grandezza di Mads Mikkelsen: uno che soffre la bolla di Hollywood, e al minimo cenno di Jensen riguardo un suo nuovo progetto ci mette subito la firma con entusiasmo, e decolla per la Danimarca. In Men & Chicken, anche se la caratterizzazione di Elias era forte già in partenza, è lui ad averla spinta il più possibile all’estremo, riuscendo ad apparire credibile anche quando sminuisce con assoluta convinzione il premio Nobel di Einstein, perchè “era il 1921, un anno moscio per la fisica”, e un attimo dopo ordina a suo fratello di fermare la macchina, per correre fuori con i fazzolettini in mano a masturbarsi.

La benemerita Drafthouse (benemerita e lungimirante, con Mikkelsen i ricavi sono assicurati) si occuperà della distribuzione negli States. Qui invece, nella terra dei chickens, come potete immaginare non si è scatenata esattamente una guerra all’ultimo sangue per accaparrarsi i diritti di questo incrocio multispecie tra Azione Mutante, L’Uomo Senza Passato, Inbred e Freaks.

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Com’è ormai tradizione, insomma, negli ultimi due mesi dell’anno ci piombano in mezzo agli occhi visioni fondamentali, e stilare quelle cazzo di classifiche di fine anno diventa sempre più difficile.

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