Pixels in bluray


Il materiale è tanto e coloratissimo. Potremmo cominciare dal quasi cadavere eccellente Mereghetti, che unico al mondo si permette di usare spregiativamente e semplicisticamente il termine videogioco, associandolo al Mad Max 2015. Potremmo stupirvi con dichiarazioni speciali come quella, celeberrima di Kristina Wilson della Nintendo: “i video giochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac-Man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva!”. Ma noi siamo essenza, non fantascienza, badiamo al sodo noi, e torniamo ad immergerci per voi negli anni 80, sto decennio che è stato un corpo insignificante con una coda lunga lunghissima, che dura ancora, e ancora, e ancora, e che palle. Pixels, di Chris Columbus, piomba sulla terra in Bluray, anche in 3D, per la Universal.

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Columbus, padre dei Gremlins e dei Goonies, poi zio di Harry Potter e cugino dei Fantastici 4, ha attraversato circa 40 anni – OMG, già 40 anni!? – di cultura pop mantenendo il suo dna immutato fin qui. Lui si è meritato sto fardello, l’onere di portare gli umani alla guerra contro gli eroi dei videogiochi Arcade, e non si è tirato indietro, per quanto i carneadi sceneggiatori dovessero quantomeno preoccuparlo. Don’t worry, be Apatow. Forte di un megabudget di 90 milionazzi di dollari, Chris ha preso il bromance nostalgico delle migliori commedie americane più recenti (pensiamo a 40 Anni Vergine, non ce ne vogliate) e ha spinto l’acceleratore sul pedale del ridanciano, dello sboccatissimo – sembra infatti che le parolacce, al pari delle sigarette, siano ostracizzate dalla Hollywood attuale e divengano quindi baluardo di libertà – del politicamente scorretto. Partendo da quest’ultimo punto e senza rischio di spoiler, ci è piaciuta molto l’idea che gli alieni siano scesi ad invadere la Terra perché impauriti da una VHS alla deriva nello spazio con il meglio del peggio di quegli anni: i videogiochi ovviamente, ma anche Fantasilandia, la prima Madonna, le canzonacce di Hall & Oates, non i Robinson di Cosby the Rapist, Reagan invece si, ed il messaggio chiaro è che quella cultura apparentemente festosa e goliardica era in realtà un potentissimo veicolo di colonizzazione culturale, il più potente se si pensa che sotto i suoi colpi è caduto il Muro di Berlino.

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La lotta contro Centipede, uno spettacolo.

La lotta  contro Pac-Man, uno spettacolo.

La lotta contro gli Arcade e Donkey Kong, uno spettacolo.

E nella colonna sonora ci sono anche i Tears for Fears, i Queen. E gli Spandau, c’è True in versione indiana che è davvero epocale.

Non si poteva chiedere di più a Columbus, ora aspettiamo che Spielberg, con il suo annunciato Ready Player One, scriva la parola fine sui film sugli anni 80, e pace all’anima loro, e pace a voi, fratelli.

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