Lo Chiamavano Jeeg Robot: Dikotomiko intervista Gabriele Mainetti


Il regista italiano è, tipicamente, l’emanazione di una non meglio definita divinità. Che faccia commedie o tragedie, che faccia serialità televisiva o lungometraggi, che si esprima in vernacolo o in italiano compito, che sia giovane o vecchio, il regista italiano resta etereo, occhi persi nella radiosa prospettiva del meritato suo avvenire, bocca serrata affinchè i batteri della banalità non gli si intrudano. Il regista italiano è un ducaconte, un feudatario, inavvicinabile, anche solo per pensare a lui occorre superare una schiera di vassalli valvassini e valvassori, uffici media, portavoce, agenzie di comunicazione, case di distribuzione. Il regista italiano, questa specie di regista italiano, non esiste più. Da oggi il regista italiano è Gabriele Mainetti, che fa Lo Chiamavano Jeeg Robot, che squarcia le acque limacciose del conformismo nostrano, e che accetta di rispondere ad un’intervista nata così, da un’amicizia nata così, semplicemente, su Facebook, come persone normali, cinefile, eccentriche, virtuali, ma normali, come Sebastiano Riso prima di lui. Prendete, e leggetene tutti, che quello che leegerete lo trovate qui, e solo qui.

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  • Perchè a inizio film quel corteo posticcio, a rovinare il quadro generale? Non si poteva riprendere un corteo vero, a Roma? Questo è l’unico punto di contatto con i film italiani che detestiamo, quelli dove si vedono partiti politici inesistenti, comizi finti e cortei posticci. perchè, perchè?

E’ vero, il corteo non ha identità definita, abbiamo avuto dei problemi con la scenografia per i tempi strettissimi della lavorazione del film. Però capisco che gli slogan risultino un po’ asettici, ed il giallo degli striscioni sembri una scelta di neutralità. Tornassi indietro, gli striscioni sarebbero rossi.

  • La Roma del film è sconvolta da bombe e attentati: la tua è nostalgia degli anni 90, o preveggenza?

Monicelli diceva che ci vorrebbe una bomba per svegliare il popolo italiano. Preveggenza? Forse, speriamo di no. No?

  • Di Ilenia Pastorelli, bella e brava, si intravede una tetta o poco più, del grande Santamaria un mignolo di piede mozzato. Hai problemi con la psicoanalisi?

Ho molti, moltissimi problemi, ma del mignolo mozzato devi parlare con gli sceneggiatori, Fosse stato per me, avrei mozzato “il palo della luce” (testuale), chi vuole capire capisse

  • La Roma pariolina e capranichettara è del tutto assente nel tuo film: è pudore, scelta politica, o è un caso?

La Roma pariolina? E chi se la inc**a? Conosco i Parioli ma non mi interessano, abbiamo ripreso  la Roma del Centro Storico e della suburbia, in generale Roma è una grande protagonista del film. Per me la Roma pariolina è quella descritta da Ammanniti, che riesce a cogliere il disagio psichico tipico di una realtà che si crede benestante ma che in realtà è profondamente malata.

  • Hai nominato Ammaniti, hai letto Anna? Ti piace The Walking Dead?

Sto leggendo Anna in questo periodo. Quanto a TWD, letto i fumetti, viste le prime due serie mi sono stufato, troppo prolissa e trascinata la storia d’amore, i tradimenti, gli incontri della prima serie, ma scenari bellissimi. Io ho un amore assoluto per i morti viventi, la mia tesi di laurea si chiamava “Rebrandizzazione del morto vivente dopo l’11 settembre”!

mainetti

  • Non ci accontentiamo di generici riferimenti e doverose citazioni, elencaci cinque film necessari per la tua visione di cinema.
  1. Old Boy (“quello di Spike Lee? “”fanc**o te e Spike Lee”)
  2.  Indiana Jones e l’Ultima Crociata
  3. Dead or Alive (“Non Ichi the Killer?””no, perchè ho amato troppo il fumetto”)
  4. Il Marchese del Grillo
  5. Mad Max – Fury Road

– Ma un momento, ma come si fa, mi hai fatto dimenticare Takashi Kitano. Togli Dead or Alive e metti Violent Cop

– Cioè Gabriele, tu togli Miike dalla top 5 per Kitano?!

– E’colpa tua, 5 film sono pochi, io mangio film tutto il giorno, come si fa, come si fa?

  • Qual è il tuo cinecomic preferito di ogni tempo?

Dico Watchmen per fare il figo, ma sono combattuto tra Hulk di Ang Lee – ho una passione sfrenata e incontrollabile per Hulk – e Kingsman: the Secret Service

  • Penso agli ultimi cinecomics e a Star Wars. Nolan, Whedon, Raimi, J.J. Abrams: a chi gli meneresti di più?

Darei un calcetto a Whedon, gli direi “Perché hai cercato di fare il simpatico con The Avengers Age of Ultron (Personaggio pazzesco). Hai messo tutti gli Avengers in una stanza a fare i buffoni. Non funziona perché non sono dei perdenti, come lo sono invece i Guardiani della galassia – altro film che adoro -, emozione pari allo zero.

Anche ad Abrams, a pensarci, darei una spallatina, va!

  • Santamaria che canta il tema di Jeeg, gli Zero Assoluto che a Sanremo ammorbano con una cover di Goldrake, Cristina D’Avena che fa il pienone all’Alcatraz: è colpa degli anni 80, o è colpa nostra?

Ti rivelo un segreto: abbiamo fatto i matti per portare Santamaria a Sanremo e fargli cantare Jeeg, quelli mi hanno risposto che non si potevano cantare sigle di cartoni, per rispetto della canzone italiana, al massimo Santamaria poteva fare “Gianna Gianna” come quando interpretò Rino Gaetano, e poi parlare del film. Poi un giorno abbiamo acceso la TV, ed eccoti gli Zero Assoluto, e pure Cristina D’Avena.

Per tornare alla domanda, è colpa degli anni 80, non ne sono mai uscito, Bim Bum Bam mi ha rovinato.

  • Il lancio del film è davvero in grande stile, fumetti, interviste, anteprime, pubblicità sui giornaloni sportivi: è una strategia precisa rivolta d un target mirato, o un’azione improvvisata ala “ndo cojo cojo”?

Abbiamo provato ad intercettare tutti i target potenzialmente interessati al film, una campagna a strascico…

  • La scrittura di Guaglianone e Menotti, Tor Bella Monaca, risate, sangue, anime, caratteri giapponesi. C’era già tutto in Basette, ottimo corto da te realizzato con Lupin al posto di Jeeg, con Mastandrea e Giallini perfetti interpreti. Quando finirai con i cartoni animati giapponesi, cosa ti piacerebbe fare?

Con i cartoni ho chiuso, sto pensando all’horror, anche lontano dalle periferie. Ma non mi nominare Ken il Guerriero, sennò ricomincio con i cartoni!

santamaria

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