The Diary of a Teenage Girl, ovvero Friscomaniac


Da alcuni giorni le verbosità di questo blog sono adagiate su un soffice piumone di jpeg, un patchwork a tema Volto di Giovane Donna, attonito, atipico, atarassico. Non è la mia ragazza, no, non ho più l’età delle tresche e dei flirt. Non è una della pubblicità, per quanto comprerei prontamente ogni gingillo che volesse suggerirmi. E’ Bel Powley, semplicemente una nuova stella, la protagonista di un film che non avete ancora avuto la fortuna di vedere: The Diary of a Teenage Girl.

the diary of a teenage girl 2

E’ noto a quasi tutti che San Francisco sia la città della lotta per i diritti e della liberazione sessuale, Milk docet. Ai giorni nostri, invece, San Francisco è stata territorio digitale per le neuronali avventure di Riley in Inside Out. Tra sviluppo puberale e sviluppo emozionale si colloca esattamente questo film, scritto e diretto dalla audace capacissima Marielle Heller (born in Sundance),  strapremiato a Berlino Boston Edimburgo e in altri millanta film festival del globo. Narra delle maliziose avventure di Minnie, teenager con le idee chiare e la passione per i fumetti femministi. Minnie ha l’obiettivo primario di perdere la sua verginità, e l’obiettivo secondario di trovare qualcuno da amare e da cui essere amata. Forse l’obiettivo primario è in realtà secondario e viceversa, o forse no, c’è confusione nella cuore e negli ormoni della quindicenne, ma di certo la sua mente non è annebbiata, anzi, è animata da una curiosità indagatrice, quasi scientifica.

the diary of a teenage girl

E’ per gioco, o per esperimento, che dona il suo imene ad un fricchettone 30-something che potrebbe essere suo padre, o almeno suo patrigno, è sempre per rigore metodologico che si imbarca in avventure sessuali con infoiati coetanei, è per amicizia invece che pratica sesso di gruppo in compagnia di un’amica altrettanto giovane ed altrettanto esploratrice. Mea vulva mea vulva mea maxima vulva, recitava Joe in Nymphomaniac, quando giovane e sbarbina cianciava dei suoi dogmi erotici con le compagnucce. Ecco, Minnie potrebbe essere la sorellina di Joe, in quanto sorella è simillima ed al contempo diversissima. Dove la carne di Joe urlava di vendetta e di dolore, la carne di Minnie urla di sorpresa e di piacere, ma il risultato è il medesimo, la dissacrazione del maschilismo sessuale, dell’accoppiamento come esercizio ginnico, ed anche la demistificazione di ogni stereotipo romantico sulle prime volte. Minnie resoconta il suo percorso iniziatico su musicassetta, un diario vocale top secret in cui descrive esperienze lisergiche di sesso e di droghe, la cornice temporale anni 70 è assai propizia, e anche il suo ambiente familiare è tosssicoconfidente. Quel che affascina è che il perseguimento dei suoi obiettivi la porta ad una piena consapevolezza di sé, attraverso la progressiva consapevolezza dei suoi desideri e dei suoi bisogni.

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Il territorio filmico di Marielle Heller è proprio la totalità del corpo di Bel, in full frontal, in full back, in full options, e Bel le si offre senza riserve, all’apice delle sua irresistibile imperfezione, generando una visione sorprendente, innocente nella sua fiera amoralità, perturbante nella sua assoluta libertà, esilarante nella sua estrema severità. Questo è il cinema indipendente che ci piace, queste sono le donne che sanno possederci. Love u Marielle. Love u Bel.

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