Holidays, il film che ti concia per le feste


Le dimensioni contano, seppure in relativo. Occorre notare che, nell’aleatorio sistema di valori associato a tutto ciò che è quantificabile, la lunghezza conservi accezioni generalmente positive, diversamente dalla leggerezza/pesantezza, dalla velocità/lentezza, dalla unicità/molteplicità, dalla coerenza/incoerenza, dalla visibilità/invisibilità, dalla esattezza/inesattezza. La lunghezza, per farla breve, non è una lezione americana, e questo significherà pur qualcosa, forse. Nel mio piccolo in quanto spettatore, detesto i cortometraggi, li trovo semplici esercizi di stile, matrimoni che non si consumano, tuoni senza pioggia, fumi senza arrosto. Come i racconti del resto, sui quali invece Stephen King si produce in paragoni sessualmente espliciti, paragonandoli all’eccitazione dei preliminari funzionali o meno alla copula di un romanzo. Ma anche no, per me. Detesto i cortometraggi dicevo, posso accettarli solo come antologia, variazioni su un tema assegnato, punti di snodo di un filo conduttore unico. Holidays, di Autori Vari.

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Che sarebbe un’antologia dell’horror a tema festività, ricorrenze per l’esattezza, San Valentino, Festa del Papà, Giorno di San Patrizio e via celebrando, da non ricondurre pertanto alla traduzione della parola come “vacanza, ferie”. La tagline è piuttosto ammiccante e recita così: “Every one has a dark side”. Concetto banalotto invero se applicato alla narrazione, meno se rivolto agli autori dei vari episodi, e qui il discorso si fa succulento e riporta direttamente alla casa di produzione. XYZ Films si chiama, fondata nel 2008 dalla triade Spicer-Tertzakian-Bolotin, dotatasi da subito di una mission ambiziosissima, cioè scovare talenti registici in giro per l’Orbe terraqueo e metterli in condizioni di tradurre in film le loro visioni, preferibilmente oniriche. XYZ Films ha prodotto The Raid. Dead Snow 2. Spring. Frankenstein’s Army. Baskin. Big Bad Wolves. On the Job. The Invitation. iNumber Number. Lampi di cinema di genere, da Israele, Turchia, Indonesia, Sudafrica, Olanda.

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Ovunque ci sia un visionario, specie se sovversivo, arrivano i signori X, Y e Z e nasce il film, da lì il caso cinematografico. Empower visionary storytellers from every corner of the planet, si legge sul sito, e lo fanno davvero e con risorse limitate, le poche che hanno,, con budget spesso caricaturali. Anche negli Stati Uniti lo fanno, facendo concorrenza alla floridissima Blumhouse dei giorni nostri, ma mentre la compagnia di Jason Blum sguazza nell’orrore di cassetta – meritoriamente -, XYZ guarda a più generi, privilegiando la forma, la confezione del prodotto, ancor più della sostanza. E’ capitato che la compagnia si sia legata a doppio filo al Kevin Smith 2.0, quello post Red State, di Tusk, dell’incipiente Yoga Hosers, uno sperimentatore non certo alle prime armi, e attorno allo Smith chioccia ha raccolto parecchie promesse dell’indie che ci piace, quello sporco di sangue e anarchia, non quello che si parla addosso rimpiangendo Truffaut ogni 3 per 2.

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Ci sono i registi di: Starry Eyes, Dracula Untold, At the Devil’s Door, The Midnight Swim, Dark Skies, Darknet, Some Kind of Hate; ci sono anche visual artists, o musici esordienti alla regia. 8 episodi, costellati di visioni eretiche, di immagini erotiche, arty, gory, creepy, weirdo. Una delizia, un guilty pleasure di 90 minuti, con punte altissime. Hollow Ian, l’episodio diretto da Smith, ovviamente è primus inter pares, con 3 schiave del sesso virtuale – lavoratrici in nero per web chat erotiche – che si rivalgono sull’infoiato caporale a colpi di anal intruder. Father’s Day di Anthony Scott Burns segue a breve distanza, così Easter di Nick Mc Carthy, una delle visioni più blasfeme e dissacranti del Gesù Cristo cinematografico, mentre New Year’s Eve, di Adam Egypt Mortimer, echeggia il De la Iglesia più sanguinario.

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Mi fermo qui, forse la sto facendo troppo lunga, fra poco parto per il ponte del 25 aprile. Già, il 25 aprile, sarebbe bello girare un episodio orrorifico sul tema Festa della Liberazione, in un mondo distopico dove la Resistenza, e la Costituzione, sono irrisi come disvalori. Ops, mi sa che qualcuno lo sta già facendo, giorno per giorno.

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