The Neon Demon. Los Angeles Rising


Ci sono molti demoni, ma un solo diavolo, su questo bisogna essere chiari, ed io lo sarò, chiaro, lattiginoso e tubolare come un neon. Il demone, a denominazione teologica  controllata, può essere un sottoposto del Lucifero Portatore di Luce, un vassallo con specifico ruolo e funzioni. Se invece consideriamo l’etimologia del nome comune, la provenienza dal daimon greco priva il demone dell’accezione maligna e lo innalza a spirito interposto fra il mondo del divino e quello dell’esperienza sensibile, partecipe di facoltà soprannaturali o dispensatore di passioni imperiture. Demone è anche il genius loci, latino, placida entità che garantisce ispirazione e protezione nel suo specifico territorio. In questo film il demone non è la bellezza, non la donna, il demone è Los Angeles. The Neon Demon, di Nicholas Winding Refn.

the-neon-demon-2

Perché la storia recente è piena di star e starlette che sciamavano in California, la terra della Regina Califia, per assurgere al firmamento della celluloide, meno piena, anzi, del tutto vuota, di ragazzette che vi approdavano cercando la gloria della pagina patinata, la moda, gli atelier. Google invero ci rassicura in merito, in quanto nel presente continuato Los Angeles starebbe sottraendo a New York il ruolo di capitale del fashion anstelle e strisce, ma nell’immaginario LA è il cinema senza se e senza ma. Risulta quindi profondamente straniante guardare colà una ragazzina al suo primo servizio fotografico, immobile, insanguinata, eternata – o giustiziata – da una sequela di flash, esiziali lampi di luce statica, no ciak, nessun motore, nessuna azione. Jesse è senza passato, di età mendace, priva di relazioni familiari o sociali pregresse. E’ una neonata, una neon-nata, si definisce in itinere nella fissità delle foto e dei fotogrammi, evolve da fermo secondo le intenzioni programmatiche del regista suo creatore: è lui, Refn, l’agente, il demone teso a sopraffare il genius loci, snaturandolo.

neon-demon

Tra i tanti riferimenti stilistici che il film porta marchiati addosso, uno meno evidente ma più semantico lo conduce all’Under the Skin di Johnatan Glazer, alla Scarlett Venere aliena, precipitata in ambiente ostile con conseguenze nefaste. Il racconto su Jesse si disarticola tra femmine e belve, immaginarie o imbalsamate, mentre i maschi rimangono sullo sfondo. ai piedi di una scala dietro una porta una grata una parete un obiettivo, a comporre una texture di pulsioni soffocate o violenze represse. E’ la sessualità tutta ad essere repressa, compressa dentro un immaginario che non trova sfogo perché costretto in corridoi claustrofobici o illuminati stroboscopicamente, in teatri di posa, in case e piscine vuote, ovunque Disco Labirinto, musica sintetica per spazi e corpi sintetici.

theneondemoabstract

A prima vista – intendo, considerando vera la prima impressione retinica – sarebbe un’opera sulla bellezza, sull’enigma del possesso e le colpe dell’innocenza. Guardando meglio, è un’opera, l’ennesima, sulla morte. The Neon Demon infatti è un altrove popolato di ectoplasmi riflessi, bramosi di sangue e matericità ma insensibili come manichini, snodabili come manichini – Maniac di William Lustig o un qualsivoglia racconto di Thomas Ligotti, altri riferimenti fuor di testo -, desacralizzati dalla loro genericità. Significativo allora, per quanto ampiamente didascalico, è che l’orgasmo si raggiunga solamente attraverso esperienza necrofile, oppure attraverso atti cannibalistici solo evocati e non mostrati, propiziatori come riti sciamanici. Alla fine resta tanta luce, abbacinante e fredda, e replicanti su tacchi a spille come dead women walking. E’ un precipitare all’indietro, nel vuoto.

the neon demon 1

The Neon Demon è un’esperienza costriitiva, provoca reazioni spotanee che Refn cerca, o si illude, o ci illude, di saper orientare. Cinema autoritativo quindi, più che cinema autoriale, al quale mi inchino in uno stato di confusione progressiva. Lunga vita alla nuova carne.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...