The Wailing, di Hong-jin Na. Festeggiamo insieme l’Anno del Caprone


Quello che ci serve è una robusta professione di fede, in alto i nostri cuori, crediamo in un solo cinema, espressione variabile e cosmopolita di un medesimo immaginario collettivo, stimolato da visioni ancestrali tradotte in icone e linguaggi contingenti. Chi non crede, a differenza nostra, non potrà mai risolvere il mistero più angoscioso del 2016, mai potrà spiegarsi il ritrovamento di Black Philip, il maligno satiro caprino scorrazzante nel New England dei Padri Fondatori, da The VVitch, sgozzato ed appeso a testa in giù alle porte di una casa colonica di Goksung, nella Corea ruraledell’oggi. Noi invece sappiamo, tutto ci è chiaro, Black Philip e qui, è lì, è ovunque, questo è il 2016, l’Anno del Caprone. The Wailing, di Hong-Jin Na.

the wailing 1

Che è campione di incassi sin patria, in una top ten equamente divisa tra solidi titoli nazionali e tonitruanti megafumettoni made in Usa. Sull’accezione di solido, in quanto aggettivo invariabilmente dai critici nostrani associato come una condanna a qualsivoglia film coreano, sorvoliamo. Concentriamo invece la nostra attenzione sul successo meritato al box office per un film di 160 minuti circa, capace di ottenere grandi riscontri anche nel passaggio a Cannes,  come primo della serie di festival e kermesse che lo vedranno trionfatore. Si, The Wailing è solido ma anche predestinato a trionfare, è l’opera della maturità di un regista che percorre il sentiero di mattoni gialli dei vari Kim Jee-Woon, Bong Joon-Ho, Cheol-Soo Jang, Park Chan-Wook.

wailing

La storia è bucolica e non metropolitana: una tranquilla comunità dell’entroterra fluviale comincia ad essere scossa da una serie di sfortunati, e sanguinosi, eventi; morti cruentissime attraverso l’arma bianca, coltello o altro utensile, con le vittime affogate in laghi di sangue e i presunti assassini ritrovati in stato catatonico, tanto che si comincia ad indagare su eventuali intossicazioni da funghetti allucinogeni. L’astrusa eventualità è del tutto fuor di luogo in relazione al contesto e genera spontanea ilarità, ma rappresenta la cifra della polizia locale, impreparata, sonnacchiosa e sgomenta dinanzi agli imprevisti. Un pingue pacioso, poliziotto, in particolare, oscilla tra il grottesco ed il pusillanime: vive in casa con moglie, figlia, mamma e suocera, si ritaglia spazi di privacy coniugale in macchina, sorpreso puntualmente dalla figlia, è spaventato dalle leggende che parlano di uno spettro malefico, sotto le mentite spoglie di un vecchio giapponese, che scatenerebbe demoni cannibali nei boschi intorno a Goksung. Leggenda o realtà, il mistero tende ad infittirsi con il progredire delle morti violente e di malattie inspiegabili, ora non si accusano più i funghi, ma un qualche virus, un contagio in stile The Walking Dead, e dove c’è virus, ci deve essere untore, straniero come i lanzichenecchi manzoniani. I sospetti precipitano a spirale sul misterioso ospite del Sol Levante, di origine e motivazioni effettivamente ignote, ed uno strampalato blitz nella sua casa porta alla luce un santuario degli orrori, teste di capro e sangue e candele e foto e oggetti strappati ai villici, in particolare una scarpa della figlia ragazzina del poliziotto buono.

The-Wailing-review2

Il giapponese, è lui il Maligno sotto mentite spoglie, forse, o forse è solo un vecchio, però pedofilo: la piccola in effetti presenta strane abrasioni nell’anguinaia e dà segni di squilibrio, malizia, irascibilità crescente, fino al raptus che culmina nelle coltellate verso la nonna materna. Quanto basta perchè il poliziotto buono si trasfiguri in un giustiziere disperato, e a forza di atti esecrabili e violenza privata combatte la sua lotta personale per liberare il cuore della piccola. Ora tutto è male, una cappa di pioggia e colpa avvolge Gokseung, per la salvezza arrivano in paese  lo sciamano coreografo ed il diacono cattolico, cominciano da più parti sabba infernali ed esorcismi benevoli, gli eventi si contrastano e si confondono, mentre nel villaggio un’altra entità, una fanciulla bianco vestita, appare e scompare, presaga di incerta motivazione. Il male, il male cresce, è ovunque, nelle carcasse di corvo e nei villici che si armano di forcone, morti viventi al pari di uno pseudozombie che scatena il terrore nei giustizieri affamati di sacrifici umani. E’ tutto un crescendo verso la fine cruenta che è come il ritorno della primavera, è inesorabile,  nondimeno però la tragedia e la commedia umana restano avvolte nel più fitto – più buio dei misteri, che ognuno veda quello che vuole vedere, in fermo immagine – in foto o in movimento con gli ohhi suoi propri, o di una qualche religione convenzionale, o di una qualche altra superstizione personale.

the wailing 2

Opera di grande complessità semantica, capace di mischiare nel paiolo malefico i pregiudizi (l’ostilità verso l’antico invasore nipponico), le credenze (il fantasma di donna vestita di bianco è una costante nel cinema coreano, leggi qui), i simboli (gli animali che fanno paura proprio nell’essenza della loro natura, come i corvi che beccano carcasse di capre), di raccontare la deriva delle coscienze attraverso l’impotenza dei simulacri cristiani (il diacono con la roncola, invece del crocifisso). Al contempo, film di intrattenimento puro, pensato per un pubblico entusiasta che va ripagato con grande profusione di sforzi, attraverso una successione mozzafiato di scene memorabili – la danza dello sciamano, l’attacco dello zombie, la possessione della ragazzina, il blitz nella casa del giapponese –  con un punto di vista che si pone sempre in direzione ostinata e contraria rispetto alle aspettative degli spettatori ed all’oggetto dello sguardo. Qui è la grandezza di Na, sottrarre  tutte le coordinate di orientamento e di giudizio, ai suoi protagonisti ed a chiunque abbia il piacere di guardarli, suscitando infiniti dibattiti sugli snodi principali delle sceneggiatura, scritta di suo pugno, e sui millanta dettagli disseminati certosinamente in ogni inquadratura. Cinema enciclopedico, cinema vivo, cinema umano, un altro accecante bagliore in questo nerissimo Anno del Caprone. Sia lodato il Dio del Cinema, sempre sia lodato.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...